IL BUSINESS PLAN RAMPANTE IN UN ERA CONFORMISTA



Fare strategia è come impararead andare in bicicletta mentre la si inventa.” (Igor Ansof)

Quando avevo 11 anni vivevo i miei genitori mi davano 3000 lire a settimana, cifra super per condividere video games e caramelle. Pensate che c’era un video games di nome “badlands”; un gioco di macchine che andava a 400 lire. Il bello è che ero bravo a giocare anche più di due ore senza perdere e ebbi un’idea…riavere 400 lire dai miei spettatori e coetanei in cambio della mia partita con l’assetto massimo della macchina…giocavo gratis due ore! Ero un ragazzo effervescente, carico di mille speranza e dalle mille idee pur di fare impresa. 
Quante volte ci soffermiano a meditare su un’idea che vorremo realizzare per un proprio business o per un fine personale, ma il più delle volte si abbandona facilmente per l’impossibilità di farcela. Ci lasciamo condizionare dall’esterno e dalla nostra vocina interna che limita le nostre azioni e le nostre abitudini. Ma al contrario ci sono altre persone che davanti ad un’idea agiscono subito, cariche del loro entusiasmo, senza avere chiaro in mente tutto il processo che c’è dietro. E’ molto importante mettere nero su bianco la nostra idea, raccogliendo tutte le informazioni necessarie e tutti gli investimenti necessari. Dobbiamo assolutamente fare un piano d’impresa…il fatidico business plan, cioè il documento che sintetizza caratteristiche e contenuti dell’idea o progetto imprenditoriale. Attraverso questo strumento si acquista la sicurezza del saper fare e la motivazione che ci porterà ad un risultato qualsiasi esso sia. Con questa mentalità possiamo affrontare le banche, i fornitori, i clienti, i rapporti sociali e molto altro ancora. Con un bel progetto otterremo dalle banche un bel finanziamento, dopo un’attenta analisi del rischio da parte della struttura bancaria…il cosidetto rating o “mostro di lochness”!!! Le garanzie bancarie possono essere personali, se concesse dai soci normalmente attraverso fideiussioni, o reali attraverso la costituzioni di pegni su denaro o titoli ovvero le famigerate ipoteche sugli immobili! I finanziamenti bancari sono concessi grazie ad un’istruttoria svolta dalla banca che tiene conto della capacità di rimborso dell’impresa valutata sui bilanci passati, dal giudizio di rating interno (basato su bilanci, aspetti operativi-andamentali e fattori qualitativi) e dalle garanzie rese disponibili dall’impresa e/o dai soci. L’istruttoria viene trasmessa dalla filiale o “mostro di lochness”, attraverso una pratica elettronica, alle unità proposte al processo di concessione e delibera del credito, che variano in funzione dell’importo del credito e del rating assegnato all’impresa, e che prevedono vari livelli dalla filiale alla direzione centrale crediti. Liberato l’affidamento diventa il tutto utilizzabile, e se parliamo di mutui serve la documentazione contrattuale proposta dalla banca. E il resto lo fa nell’aspettare la delibera…tempi stretti o biblici? 

Il percorso che ha portato alla maturazione dell’idea è stata confrontata con le proprie capacità, competenze, con il proprio ambiente e con la nostra identità che ci condurrà alla nostra vision. Il nostro piano d’impresa ha la giusta fattibilità economica e finanziaria? Quindi prima di passare a strutturare un’idea e costruire un piano d’impresa con vision, mission, obiettivi, budgeting economico e finanziario, descrizioni, analisi della concorrenza, analisi del mercato, analisi S.W.O.T  e chi più ne ha più ne metta, dobbiamo sapere lo scopo della nostra idea e soprattutto cosa vogliamo fare e in che modo vogliamo raggiungere i nostri sogni. Stabilito questo in modo effettivo il nostro piano sarà composto da una parte descrittiva…a volte troppo lunga e monotona e una parte numerica. Concentriamoci sulla parte numerica dove dovrà essere realizzato un conto economico e un conto finanziario…le parti fondamentali da presentare ai nostri finanziatori come le banche o ad un socio.

static1.squarespace.comMa il grande problema è che molti anzi moltissimi non sanno redigere un conto economico con le sue componenti…ricavi totali, costi diretti, margine di contribuzione, costi generali, reddito operativo, imposte e reddito netto. E la parte finanziaria (fondamentale)? Attivo corrente, attivo fisso, totale passivi, flussi di cassa, i “super” indici di bilancio e il punto di pareggio. Quante volte sentiamo dire ho raggiunto il break-even point o punto di pareggio (fa figo dirlo durante le riunioni)…confondendo il più delle volte ciò che va messo nei costi fissi totali e come si ricava un margine di contribuzione totale…un ripassino alla determinazione di un semplice calcolo del direct costing, direct costing evoluto o meglio di un full costing lo farei, ma soprattutto il calcolo di un costo variabile…essenziali per capire il margine di contribuzione. Provate a chiedere a chi parla di break-even point un calcolo immediato di un costo variabile unitario….se apre la bocca non sa di cosa parla! Procediamo ora a definire la pianificazione d’impresa ovvero rispettivamente  la pianificazione di obiettivi come meta d’impresa nello svolgimento della propria attività attraverso mezzi e vie che ci consentono di realizzare gli obiettivi, lo scopo della società e la corporate governance. Successivamente formuleremo delle strategie, redazione di un piano ed esecuzione e controllo piano. Ma il piano sarà perfetto con l’analisi “S.W.O.T”….molti pensano alle forze speciali americane…ma in realtà è una matrice divisa in quattro campi rispettivamente punti di forza (strenghts) e di debolezza (weknesses), alle opportunità (opportunities) e alle minacce (threats) che permette di prendere precise decisioni. Ma tutto questo miscuglio di ingredienti, tra numeri e descrizioni, è utile per il nostro business o per la preparazione di un dolce. I dolci hanno ingredienti stabiliti mentre le nostre idee se formulate con un giusto budgeting realizzano i nostri sogni!
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2 pensieri su “IL BUSINESS PLAN RAMPANTE IN UN ERA CONFORMISTA

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