CARA IMPRESA CI SEI O CI FAI?

 

Toc toc…permesso…. impresa ci sei????

Le imprese per svolgere la propria attività hanno bisogno di risorse finanziarie che possono derivare o dal capitale proprio o dal capitale di terzi. Il capitale proprio, molte volte carente per ogni imprenditore, serve soprattutto per la costituzione della società, del capitale sociale e per la costituzione di riserve. I pochi apporti di denaro non finanziano al pieno le società…e allora siamo nella morsa di un prestito….bancario! 

I principali prestiti che una banca eroga, a fronte di un notevole tasso di interesse, sono i mutui, prestiti obbligazionari, gli anticipi salvo buon fine e l’apertura di un conto corrente. Gli interessi che l’impresa paga per il prestito bancario possono essere dedotti fiscalmente, portando l’impresa al pagamento di meno imposte. Chiedere un prestito può avere il vantaggio di non dover chiedere denaro a probabili soci, al fine di mantenere un equilibrio tra le strutture proprietarie. Indebitarsi va bene, ma non eccessivamente, in quanto i troppi interessi passivi potrebbero far incorrere a mancati pagamenti a scadenza da parte dell’impresa. I grandi indebitamenti richiedono anche un notevole controllo delle rimanenze e quindi degli acquisti. L’impresa deve salvaguardare il proprio magazzino, che è una fonte di credito a lungo termine e non permette di assolvere in pagamenti a breve termine. Questo può portare le banche a dichiarare, ai fini di un mancato adempimento del prestito, l’ipoteca del vostro immobile a garanzia. Inoltre in condizioni di ritardi sui pagamenti i tassi di interesse risultaranno più alti e i vostri fornitori saranno restii nella consegna della merce.

Un intervento è la ricapitalizzazione dell’impresa da parte dei soci, che permetterebbero all’impresa di prendere “respiro” nei confronti del debito. Il totale del vostro patrimonio netto in rapporto con i vostri impieghi ci da la conferma del vostro indebitamento e della vostra copertura finanziaria. Se al di sotto del 33% l’indebitamento è galoppante e richiede risorse monetarie fresche. Inoltre è probabile che la mancata esperienza porta le imprese a comperare immobilizzazioni materiali oltre il necessario della produttività oraria rispetto ai ricavi….quasi sempre sovrastimati e mal controllati periodicamente. I controlli dei vostri ricavi e costi vanno fatti sia a livello preventivo, concomitante e consuntivo…ma non dopo un anno! Il controllo di gestione richiede controlli periodici a intervalli brevi…per esempio mensili…le aziende sempre più hanno uno scarso controllo di gestione interno sia per un’ignoranza del comparto amministrativo e sia per la scarsa tempestività dell’inserimento dei dati.

Inoltre è molto importante rapportare il nostro patrimonio netto sugli immobilizzi al fine di renderci conto di un effettivo squilibrio tra investimenti e finanziamenti con troppa rigidità interna e alti valori patrimoniali delle immobilizzazioni. Infine le aziende non sviluppano un tatto sensoriale sugli oneri finanziari che rapportati sul nostro capitale di debito se alti rendono l’azienda “paralizzata” e “insolvente” sul pagamento degli interessi passivi.

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In conclusione il consiglio che mi sento di dare a tutte le imprese indebitate è quello di equilibrare gli impieghi al patrimonio netto. L’acquisto di un macchinario deve essere fatto dopo aver calcolato il fabbisogno di ore con il calcolo della manodopera diretta…troppe volte assisto a strutture con elevata efficienza produttiva e con bassa produzione…anche dettata dalla diminuzione degli ordini…il tutto dovuto alla crisi? Può darsi, ma anche dovuto alla incapacità di tanti commerciali di alzare il loro “beneamato” dal pc e andare a vendere porta dopo porta…sacrosanto “vecchio” venditore dove sei finito? Mettiamoci una scarsa organizzazione, gestione imprenditoriale, leadership e uno ridotto spirito commerciale per arrivare a rendere la tua impresa troppo indebitata e lentamente verso il fallimento.

Prima di tutto rimbocchiamoci le maniche…ecco i passi:

– Comunicazione efficace e persuasiva con i nostri clienti e fornitori;
– Riclassificazione del vostro patrimoniale per esigibilità-liquidità;
– Gestione oculata dei crediti….l’importante è la gestione dei vostri acquisti…la rotazione del magazzino e la gestione del debiti a breve ripagati soprattutto dalle disponibilità liquide senza calcolare i crediti verso clienti e verso le rimanenze!;
– Calcolo della manodopera diretta;
– Rendere il ROI e il ROE sopra almeno di 5 punti percentuale sopra gli investimenti a basso rischio…il ROI sempre maggiore del ROE…sempre!;
– incrementare il reddito operativo rispetto ai ricavi;
– aumentare i ricavi rispetto agli impieghi…almeno un indice pari a 6 (dipende dall’azienda e dal settore);
– rendere l’attivo circolante “padrone” del debito a breve, cioè almeno 3 volte tanto il debito a breve;
– diminuire il più possibile gli oneri finanziari rispetto al capitale di debito;
– incrementare il MOL o margine operativo lordo…l’indicatore “grezzo” dei flussi di cassa! Questo margine si ha prima degli ammortamenti e degli oneri finanziari…..il flusso di cassa ora va comparato al capitale di debito finanziario cioè i debiti finanziari verso terzi (es. banche) e non finanziari verso fornitori, dipendenti, etc. Il totale del debito finanzario diviso il flusso di cassa ci permette di calcolare il numero di anni per ripagare tutto il debito….adesso operando nello stesso modo possiamo comparare i bilanci di altre società.

Queste alcune delle soluzioni a cui devono far fede le aziende…il tutto contornato da un’ottima comunicazione! Se non hai compreso gran parte dei punti precedenti ti consiglio un ripasso soprattutto degli equilibri finanziari…a quel punto, consapevole di tutto ciò che ruota nella tua impresa e avendo spinto commercialmente al massimo, potrai dire è colpa al 100% della crisi! Crea da ora obiettivi e azioni per raggiungere un risultato…Avanti tutta!

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