AZIONI PER IL SUCCESSO

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Ti sei mai chiesto come mai alcune persone hanno ottenuto successo nella vita e altre invece no? Le persone hanno bene o male tutte buone propositi, voglia di emergere, di un riscatto sociale, ma dopo un pò si perdono nei meandri dell’apatia, del rimandare al domani e vivere sempre con una scusa. E poi li senti che si lamentano del perché non cambiano le cose, del perché quello è più fortunato di loro e di tutto ciò che può consolarli del perchè non ce l’hanno fatta. Il vivere dietro la paura di cambiare e di non volere inseguire i propri sogni è indice di una persona con bassi standard, che si rifugia in ambienti che gli arrecano sicurezza e che è pronto a lamentarsi per un niente.

Se considero la rapidità con cui sono riuscito a trasformare i miei sogni nel mio modo di vivere attuale, non posso fare a meno di provare un sentimento di enorme gratitudine e meraviglia. Eppure non sono il solo ad averlo fatto. Viviamo in un’epoca in cui molti sono in grado di realizzare imprese meravigliose quasi dal giorno alla notte, di toccare vertici di successo un tempo inimmaginabili. Prendete per esempio Steve Jobs. Era un ragazzo in blue jeans e senza un soldo in tasca, gli è venuta l’idea di costruire un home computer e ha creato un’azienda di enorme successo più rapidamente di chiunque altro nella storia. Guardate Ted Turner: ha creato un impero partendo da un mezzo di comunicazione praticamente inesistente, la televisione via cavo. Oppure personaggi dell’industria dello spettacolo come Steven Spielberg o Bruce Springsteen, o uomini d’affari come Lee lacocca o Ross Perot. Che cos’hanno costoro in comune, al di là di uno stupefacente, prodigioso successo? La risposta, come è ovvio, è: POTERE.

Potere è una parola gravida di emozioni. Per alcuni ha una connotazione negativa, c’è chi brama mentre altri se ne sentono contaminati come se si trattasse di qualcosa di corrotto e sospetto. E per voi cos’è esattamente il potere? Io non intendo il potere come conquista o come qualcosa da imporre per forza al prossimo: questo è un tipo di potere che raramente dura a lungo.

D’altro canto, bisogna arrendersi all’evidenza: il potere in questo mondo è una costante. O voi realizzate le vostre idee o qualcun altro lo farà al vostro posto. Fate quel che volete fare, oppure dovrete adeguarvi ai programmi che altri elaborano per voi.

A mio giudizio, il vero potere consiste nella capacità di ottenere i risultati che si vogliono, a pari tempo valorizzando gli altri. Il potere e la capacità di cambiare la propria vita, di concretizzare le proprie intuizioni, di fare in modo che le cose operino a vostro beneficio, non a vostro svantaggio. Il vero potere è condiviso, non imposto. Consiste nella capacità di definire i bisogni umani e nel soddisfarli, sia i propri che quelli delle persone care; consiste nella capacità di governare la propria sfera personale, i propri processi mentali, il proprio comportamento, allo scopo di ottenere esattamente i risultati desiderati.

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L’AZIONE, ecco il minimo comun denominatore di ogni grande successo; l’azione è ciò che produce risultati. Il sapere è potere potenziale finche non capita nelle mani di qualcuno che sa agire con efficacia. In fin dei conti, il termine “potere” significa, alla lettera, “facoltà di agire”.

Spesso si ritiene che le persone abbiano successo grazie a qualche dote particolare; ma è un grave errore. Un più attento esame ci rivela che la dote massima di cui dispongono gli individui di successo consiste nella loro capacità di decidersi all’azione; e si tratta di una “dote” che ciascuno di noi può sviluppare in se stesso. In fin dei conti, altri possedevano le stesse nozioni di Steve Jobs; altri, e non solo Ted Turner, avrebbero potuto immaginare che la televisione via cavo aveva un enorme potenziale economico. Ma Turner e Jobs sono stati capaci di agire e, facendolo, hanno cambiato il modo con cui molti di noi sperimentano il mondo. Quel che facciamo nel corso dell’esistenza è determinato dal nostro modo di comunicare. Nel mondo moderno, la qualità della vita è tutt’uno con la qualità delle comunicazioni. Da quel che pensiamo e diciamo di noi stessi, dal nostro modo di muoverci e di servirci della nostra muscolatura corporea e facciale, dipenderà fino a che punto saremo in grado di servirci di quel che sappiamo.

Tutti noi produciamo due forme di comunicazione che plasmano le nostre esperienze esistenziali. In primo luogo ci dedichiamo a comunicazioni interne, e sono le cose che immaginiamo, diciamo e sentiamo nel nostro intimo. In secondo luogo sperimentiamo comunicazioni esterne: parole, tonalità, espressioni facciali, portamenti corporei, azioni fisiche che servono a comunicare con il mondo. Ogni comunicazione è un’azione, una causa che produce effetti. E ha qualche conseguenza per noi e per gli altri.

LEGGI L’ARTICOLO “LE 10 STRATEGIE PER NON RIMANDARE”

Comunicazione è potere. Prendiamo l’esempio di Barbara Black, preside della facoltà di giurisprudenza della Columbia University, che si era messa in testa appunto di diventare, un giorno, preside di facoltà.

Giovane donna, si è inserita in un campo prevalentemente maschile e si è laureata a pieni voti alla Columbia. Poi ha deciso di accantonare l’obiettivo carriera e si è fatta una famiglia. Nove anni dopo era nuovamente pronta a perseguire il suo scopo iniziale e si è iscritta a Yale a un corso di specializzazione, sviluppando quelle capacità di insegnare, compiere ricerche e scrivere che le hanno permesso di accedere “alla mansione cui aveva sempre aspirato”, e oggi è la preside di una delle più prestigiose facoltà di giurisprudenza degli Stati Uniti. È venuta meno alle consuetudini e ha dimostrato che il successo si poteva ottenere contemporaneamente a più livelli.Barbara Black ha fatto propria la Formula Fondamentale del Successo? Evidentemente si. Sapendo quel che voleva, ha compiuto un tentativo e ha continuato a cambiare quando si accorgeva che non funzionava, finché non ha trovato il giusto equilibrio fra l’obiettivo famiglia e quello della carriera. Oltre a essere alla testa di un’importante facoltà universitaria Barbara Black è anche madre e donna di casa.

Le persone che credono nel fallimento quasi sempre hanno in serbo una esistenza mediocre. Il fallimento è qualcosa che non viene percepito da coloro che attingono alla grandezza. Costoro non attribuiscono emozioni negative a ciò che non funziona.

Prendiamo ad esempio Sylvester Stallone. Non è nato ricco, non è nato con una bella voce, era scartato a tutti i provini per la recitazione, non è nato con un bel fisico…ma ha sempre avuto una cosa in più degli altri: la DETERMINAZIONE,  e grazie a questa è riuscito a realizzare i suoi sogni. Stallone voleva con tutto se stesso diventare un attore famoso, proprio per questo, per realizzare il suo sogno si trasferisce in California. Studiava recitazione, faceva qualche apparizione in film scadenti ed era squattrinato. Faticava ad arrivare a fine giornata, non riusciva a pagarsi l’affitto. Dovette vendere tutto quello che aveva per continuare a realizzare il suo sogno, a malincuore dovette persino cedere il suo cane Birillo perchè non riusciva a sfamarlo. Era veramente mal messo! Nonostante questo continuava a presentarsi a tutti i casting alla ricerca della sua occasione. Ma ogni volta la risposta era sempre la stessa: “NO, non sei adatto alla parte”. Nonostante questo non si dava per vinto. Scrisse il copione di Rocky per tre giorni e tre notti dopo aver assistito al combattimento di Mohammed Ali  contro Chuck Wepner. I produttori Bob Chartoff e Irwin Winkler quando lessero il copione che Stallone aveva scritto furono esaltati dalla storia al punto di offrirgli 25mila dollari. Una cifra altissima e molto allettante per uno squattrinato come Stallone. La trattativa stava procedendo ma si dovette interrompere quando Stallone si propose come attore protagonista. I due produttori non volevano assolutamente Stallone come attore protagonista, perchè non lo ritenevano all’altezza, non era in grado di recitare, non aveva una bella voce e il suo aspetto non era dei migliori. Stallone su questo punto non cedette: “o Rocky sono io e non se ne fa nulla.”

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Passarono giorni di trattative e i produttori alzarono la cifra. Proposero a Stallone persino 360mila dollari per il copione a patto che il protagonista non fosse lui. Stallone non mollò, e al suo ennesimo NO i produttori dovettero cedere. Gli offrirono i 25mila dollari e il suo ruolo da protagonista. Stallone sapeva ciò che voleva e sapeva che il film sarebbe stato il suo trampolino di lancio.

Mi sia permesso di riferirvi un altro esempio. E la biografia sintetica di un uomo che:

a 31 anni è fallito come uomo d’affari;

a 32 anni è stato bocciato a un’elezione;

a 34, altro fallimento;

a 35, gli è morta la donna amata;

a 36, ha avuto un crollo psichico;

a 38, ha perduto un’altra elezione;

a 43, non è riuscito a farsi eleggere al Congresso;

a 46, ci ha riprovato ed è stato bocciato un’altra volta;

a 48, stessa esperienza;

a 55, non è riuscito a farsi eleggere senatore;

a 56, ha perduto la corsa per la vicepresidenza;

a 58, non ha avuto un seggio senatoriale a 60, è stato eletto presidente degli Stati Uniti.

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Il nome del personaggio è Abraham Lincoln. Sarebbe potuto diventare presidente se avesse considerato i suoi fallimenti elettorali? Assai improbabile. C’è anche un celebre episodio di Thomas Edison. Dopo che per 9999 volte aveva tentato di perfezionare la lampadina elettrica senza riuscirci, qualcuno gli ha chiesto: “Hai forse intenzione di andare incontro a 10.000 fallimenti?” La risposta di Edison è stata:

“Io non fallisco, semplicemente ho scoperto un altro modo di non inventare la lampadina elettrica.” Edison in realtà aveva scoperto che considerando in modo diverso le azioni si ottiene un risultato differente. I nostri dubbi sono traditori, e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perché abbiamo paura di tentare. Vincitori, leader, capi d’azienda – persone dotate di potere personale – comprendono tutti che, se si tenta qualcosa e non si perviene all’esito desiderato, si tratta di una semplice retroazione, nel senso che l’informazione così ottenuta viene utilizzata per elaborare più precise definizioni di ciò che è necessario fare per ottenere i risultati desiderati.

A volte impariamo dai nostri errori, altre volte da quelli altrui.

Soffermatevi un istante a riflettere sui cinque maggiori presunti fallimenti che vi sono toccati in vita. Che cosa avete appreso da quelle esperienze? Non escludo che siano alcune delle più valide lezioni che vi siano mai toccate.

Fuller si serve di una metafora, quella del timone di una nave: quando questo si sposta da una parte o dall’altra, la nave mostra la tendenza a continuare il movimento rotatorio al di là delle intenzioni del timoniere, il quale deve correggerlo, riportando il battello verso la direzione originaria, in un processo senza fine di azione e reazione, aggiustamento e correzione. Cercate di raffigurarvelo: un timoniere sul mare calmo, che tranquillamente guida il suo battello verso la destinazione, facendo fronte a migliaia di inevitabili deviazioni della rotta. È una bella immagine ed è uno splendido modello da imitare per chi voglia una vita coronata dal successo. Ma la maggior parte di noi non la pensa allo stesso modo. Ogni errore tende a caricarsi di valenze emozionali. È un fallimento. Ha riflessi negativi su di noi.

Un risultato si può ottenere soltanto intraprendendo nuove azioni. Nuove azioni ti portano come per magia a un successo. Fai della tua vita un grande dono.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

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QUANDO CALA IL "DESIDERIO"

LA PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DEL CLIENTE È UN SENTIMENTO INSTABILE E FRAGILE, CHE SI SPEGNE PER UN NONNULLA. E IL PIÙ DELLE VOLTE LA CAUSA È L’ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO DEL VENDITORE!

La prima regola con cui un venditore deve prendere confidenza è che non possiamo ordinare al cliente di agire.
Il venditore deve rimuovere gli ostacoli che impediscono al cliente di seguirlo, ostacoli che, molto spesso, dipendono dalla mancata conoscenza di quello che il cliente immagina, sente o prova. Insomma, quali sono i suoi sogni più grandi?
La soddisfazione del cliente è un risultato complicato da raggiungere, grazie a una visione nuova della realtà e delle abitudini. Oggi la scelta delle strategie aziendali è determinata dalla evoluzione del pensiero rivolto al consumo e ai bisogni, soprattutto a causa della pressione concorrenziale, che modifica le politiche di differenziazione dell’offerta. Essere fedeli all’immagine di un prodotto o di un servizio soddisfa il cliente e lo predispone a tenere il comportamento più giusto verso l’acquisto.
Parliamo di “comportamento” del cliente… ma il venditore? Troppo spesso sentiamo usare il termine “atteggiamento” riferendosi al venditore (“selling attitude” in inglese), ma il più delle volte è una parola cui non è data sostanza. Perché il giusto atteggiamento di vendita si basa sulla creazione di tre elementi:
• responsabilità;
• fiducia;
• ascolto.
Come arrivarci?

LEGGI L’ARTICOLO “HAI DECISO CARO CLIENTE?”

Se il cliente ha paura…
Inizialmente ogni cliente vuole conferme, non cambiamenti. Capita che le cose che gli accadono non gli piacciano e che la paura di ciò che non conosce lo renda inerme. La paura di vivere l’imprevedibilità è più forte della paura di continuare a convivere con i propri problemi. La paura del fallimento è così elevata che molti clienti identificano nelle loro azioni, seppur sbagliate, un’àncora di mezza salvezza. Di solito i clienti duri con se stessi sono in proporzione estremamente fragili al loro interno, e il loro atteggiamento è riduttivo e privo di un’azione sana ed ecologica!
Perciò saranno soddisfatti solo quando vedranno nelle aziende o nel venditore il “mito dell’eroe”, dell’impavido professionista pronto a superare assieme a loro ogni difficoltà, soprattutto in momenti di stress e incertezza.
Ma come si fa a presentarsi ai clienti come “involucri” ottimisti se siamo appesantiti da un bagaglio interiore fatto di pressioni, insuccessi, storie comuni non facilmente dimenticabili?
L’atteggiamento del venditore è qualcosa di più duraturo, che non sempre rispecchia i nostri stati d’animo.

… o manca di entusiasmo
Il cliente oggi ha un comportamento nei confronti dell’acquisto poco equilibrato e poco coerente. Di solito perché non possiede i mezzi sufficienti per decidere l’acquisto, e dunque alimenta dentro di sè la mancanza di fiducia e procrastina la scelta. Poco entusiasmo, mio caro cliente!
Se manca la fiducia è perché manca la conoscenza. Il cliente ha un grado di soddisfazione più elevato quando conosce ciò di cui parla, poiché alimenterà il suo credo; invece oggi difficilmente sa adottare misure correttive in tempi giusti, soprattutto a causa del fatto che i venditori che si accingono a vendergli un prodotto mancano spesso delle capacità relazionali necessarie, di competenza, di autostima. E la vendita diventa confusionaria.
Perciò al venditore è richiesto di mantenere uno stato fisico e mentale al passo con i tempi, invece di trascurare un obiettivo e mascherarlo inutilmente davanti ai media o ai social network. Il venditore deve costruire senza sosta la sua immagine, con orgoglio profondo, proteggendo egoisticamente la giusta “selling attitude” verso chi lo guarda e lo ascolta.

Se il cliente non conosce, non compra!
Negli ultimi anni il calo del desiderio di acquistare è diventato problema di tutti. Il cliente ricerca disperatamente prodotti ad alto valore emozionale che contrastino la sfiducia che si respira nell’aria. E quando la situazione si fa ancora più confusa, e gli stili di vita e i comportamenti al consumo si segmentano, il cliente diventa un’ombra che rende la vendita difficoltosa. Dove muovere il prossimo passo?
La tendenza comune predilige l’individualità di azioni di vendita inutili, che non si danno come obiettivo quello di “riportare alla luce” il cliente. La scarsa conoscenza delle variabili che intervengono nella creazione di un prodotto rende sterili e superficiali le buone capacità dei venditori. Non si va oltre i dubbi del cliente, limitando il suo processo d’acquisto a un semplice “no, grazie, ci penso!”.
La domanda del cliente ha molto di apparenza e contraddizione. Poche sono le volte in cui si creano dei contesti dedicati e occasioni al consumo; invece si cerca di condizionare l’acquisto e di aumentare la percezione del valore con la promozione, facendo leva sullo stato emozionale e sull’attesa del cliente.
Cresce, poi, l’attenzione al prodotto di qualità e differenziato rispetto al prodotto di massa, anche se il bilancio familiare ne risente… a insaputa del cliente, chiaro, che paga un prezzo ad ampio margine commerciale se confrontato con le reali caratteristiche e con le sue esigenze. Le politiche delle aziende utilizzano princìpi legati al valore, all’autostima e allo status sociale, princìpi che esaltano i benefici e nascondono le caratteristiche reali, causando così l’ignoranza del cliente. In passato se andavi a comprare un televisore, sceglievi tra pochi modelli; oggi decine di televisori, tutti simili, proiettano la stessa immagine sfidando chiunque a discernere le loro differenze tecniche. Il cliente si basa su sensazioni e poco più, e non sviluppa il giusto approccio verso l’acquisto. Ecco la scarsa cultura della vendita: il cliente è abbandonato alla ricerca di una verità che spesso non scopre. Ha un “caos” al consumo appagato solo da acquisti d’impulso, i cosiddetti “calma umori”.

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Tutto questo per dire? Che difficilmente un cliente oggi viene davvero capito.Difficilmente viene ascoltato. Difficilmente diventa fedele. Difficilmente sta per: con grandi difficoltà.
Capire il suo desiderio richiede tempestività di esecuzione e una cura quasi maniacale del suo pensiero, un’ispirazione da accarezzare, capire e rendere fedele al cambiamento.
Altrimenti il finale non sarà felice, perché le conseguenze di un atteggiamento sbagliato del venditore sono catastrofiche: il cliente ignorato, ingannato, stanco diventerà schivo e rigido di fronte a qualsiasi nuova proposta. E il suo “desiderio” di acquisto calerà precipitosamente, “solo” perché noi venditori non abbiamo avuto l’atteggiamento giusto.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

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5 TRUCCHI PER AUMENTARE LE VENDITE NEL TUO RISTORANTE CON IL MENU DEL 25%

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Dalla scelta del numero di proposte alla posizione del prezzo, dalla grafica alla tipologia di offerta, la pianificazione del menu da parte del ristoratore non è una questione da poco; molti si avvalgono di esperti. Nella pagina di destra vengono indicati i piatti più costosi, a sinistra quelli dal prezzo più ridotto. Si parla di tattiche psicologiche di manipolazione mentale come il numero delle scelte per ogni tipologia di cibo, sette il numero base, ogni piatto in più porterebbe confusione nella decisione del cliente e quindi portarlo ad ordinare il solito piatto.

Hai un ristorante? Lavori, lavori, lavori e a fine mese tra spese e altro (ti rimando al controllo del food cost al centesimo..ma è un altra cosa!).

Lo sai che solo con il menù puoi aumentare le vendite di almeno il 25%? Il tuo cliente in media ha 3 minuti per scegliere, altrimenti superati i quali prende la solita cosa a cui è abituato e di solito la meno cara. In quanti sanno dell’esistenza di una intera branca della scienza che studia come massimizzare i profitti dei ristoranti utilizzando il menù come unico strumento? “In italiano potremmo chiamarla come ingegneria del menù”. In realtà si tratta di far combaciare due bisogni: quello del cliente, che vuole provare il piatto che più asseconda le sue esigenze, e quello del ristoratore, che vuole che guadagnare a sufficienza su quel piatto per far prosperare la sua azienda. Ecco, il mio compito è far combaciare questi due bisogni mio caro amico.

Te ne svelo qualcuno:

#1 – Non incolonnare i prezzi, altrimenti l’attenzione del cliente cade solo sul prezzo! Quindi il mio cliente è incentivato a comprare il piatto con il prezzo minore! Naturalmente caro my friend spero che non hai un ristorante con un menu da 3000 pagine dove fai pizza, carne e pesce. Oh my God! Il cliente già si incasina di suo, pensa con una Treccani di prodotti. Povero cuoco!..hai tutta la mia stima! 🙂

#2 –  Descrivi in maniera corposa il piatto che stai proponendo al cliente con un carattere in corsivo (molto più elegante). Stimola l’appetito dei tuoi clienti con descrizioni dei piatti brevi, ma dettagliate. Utilizza parole che fanno venire l’acquolina in bocca. Questo trucco del marketing per i ristoranti aiuta il cliente a decidere poiché permette di fornirgli maggiori informazioni sulle sue decisioni di acquisto. 

Esempio:

Tagliatelle ai funghi porcini e fondo bruno

Fettuccine di pasta fresca all’uovo mantecate con funghi porcini freschi (se il bosco lo consente), fondo bruno casareccio, una noce di burro Trentino e una spolverata di prezzemolo – 12

 Di solito l’errore che fanno in tanti è scrivere solo il piatto e il prezzo.

Come puoi vedere il prezzo non ha il simbolo dell’euro, sterline, etc. Un trucco evidente per far distaccare il cliente dai soldi, come le fish di un casinò, e a quel punto spendi di più.

#3 – Fa si che il tuo cliente sposti lo sguardo sui punti di ancoraggio visivo (segnati alcuni con il simbolo del vero). Su un menù fatto ad hoc cornici, voci in grassetto, colori differenti e diversi ‘livelli di lettura’ si sprecano. È tutto appositamente studiato per catturare l’attenzione del cliente verso determinate voci e incentivarne la vendita”.xdgsdgs.jpg

Naturalmente utilizzerai questa tecnica su piatti che hanno delle marginalità sul tuo food cost nettamente maggiori e a costi contenuti (devi saper analizzare il costo di un piatto non a spanne, ma in maniera precisa).

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#4 – Utilizzo dei punti dolci o sweet pots. Un cliente medio focalizza la sua attenzione nella parte centrale del menu, chiamata anche tecnicamente Focal Point. Successivamente si sposterà verso l’alto e poi per ultimo verso il basso. Quindi nel Focal Point devi inserire i prodotti a maggiore marginalità. Non sai calcolare la marginalità di un piatto? Come direbbero gli amici napoletani: “state nguaiat” J. Nel caso tu avessi un menu a doppio pannello il Focal Point è in alto a destra sulla seconda pagina, dove inserirai prodotti a maggiore marginalità. Poi seguirai il punto due in alto a sinistra sulla prima pagina e così via fino al punto numero 8 come indicato in figura. Da far attenzione che negli spazi vuoti, chiamati punti morti, andranno inseriti i prodotti a minore marginalità. Inoltra colloca immagini irresistibili di questi piatti nel menù.

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I colori producono effetti diversi? Assolutamente! Per questo è importante scegliere con attenzione quelli che contraddistinguono il tuo brand e il tuo menù. Il marketing della ristorazione suggerisce di scegliere colori che evocano benessere e freschezza come il verde, che siano capaci di stimolare l’appetito come l’arancione o l’allegria come il giallo. Evita colori opachi o scuri che trasmettono sensazioni negative.

#5 – Facilita la scelta dei piatti. Altro principio chiave del marketing della ristorazione è la sintesi. Un menu con più di 4 pagine produce un effetto negativo. Anche leggere più di 7  piatti di seguito può creare una certa indecisione. Ti consiglio di eliminare dal menu le portate meno vendute. La chiave del successo nel marketing della ristorazione è dunque proporre un menu contenuto, ma con le pietanze che riscuotono maggior successo. Non devi cambiare continuamente il tuo menu, però puoi adottare stagionalmente alcune tecniche di marketing della ristorazione per esempio inserire piatti con ingredienti di stagione, così i tuoi clienti saranno più tentati del solito! Oggi internet è la prima porta del ristorante, per questo è indispensabile che la tua offerta gastronomica sia presente sul tuo sito e i principali social network e aggiornati periodicamente coinvolgendo i tuoi clienti con newsletter, novità e proposte ogni mese.

 

Naturalmente questi piccoli trucchetti che ti ho descritto sono funzionali solo se e ripeto solo se (scusa l’egocentrismo ma adoro ripetere questa piccole parole!!) prima fai un analisi delle vendite, prezzi di vendita, analisi del food cost, analisi dei ricarichi per singolo e multipli di prodotto, prezzi medi a ponderata, analisi dei piatti a maggior marginalità e popolarità tra i tuoi clienti, etc. Solo dopo farai il tuo menu dal punto di vista grafico e strategico. Good luck my friend!

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86400 SECONDI DI VITA

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Il tuo tempo? È limitato. Certo è gratis, ma… il suo valore è inestimabile. E non puoi nemmeno agguantarlo, ma puoi usarlo..e quando lo perdi, bè, non può tornare indietro. Lo sai benissimo che puoi avere di certo più soldi, ma non potrai avere più tempo. È solo questione di tempo, nessuno può dirlo ma tutto finirà: io, te, il mondo che ci circonda, l’universo intero. Il tempo consuma tutto ha una velocità impressionante. L’errore più grande è che ce ne rendiamo conto sempre troppo tardi., dimenticandoci che stiamo bruciando una risorsa inestimabile, forse la più importante che esista in natura. La paura più grande delle persone? Arrivare alla fine della propria vita e avererimpianti. Il tempo è un gioco, giocato splendidamente dai bambini diceva qualcuno. Proprio perchè i bambini danno valore alle piccole cose. Usano ogni secondo per realizzare i propri desideri. Non dire che non hai abbastanza tempo, non prenderti in giro. E’ esattamente lo stesso numero di ore che avevano personaggi come Albert Einstein, Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci e Gesù. Albert Einstein diceva che il tempo è un’illusione, ed è proprio così, prova a pensarci un attimo. Preferiresti un bacio lungo ma privo di passione o un bacio breve ma intensissimo pieno di amore? Per questo la cosa più preziosa che puoi ricevere da una persona che ami, non sono dei regali, non sono leparole, ma è il suo tempo. Quello non torna indietro e quello che ha dato a te è solo tuo. Non importa nemmeno se era un’ora o una vita intera. Ora per te ho una buona notizia e una cattiva notizia. La cattiva notizia è che il tempo vola, la buona notizia? Che tu sei il pilota. Ci sono persone che passano le ore a fare un lavoro che detestano, ci sono persone che vivono una vita intera in una relazione che non vorrebbero, persone che pensano, sognano ma non agiscono. Non è giusto perché la vita è una sola e non merita di essere sprecata. Un dono pazzesco.

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mmagina se ogni giorno venissero depositati sul tuo conto corrente 86400 euro. Cosa ci faresti? Come li spenderesti? Li spenderesti per divertirti con i tuoi amici? Li useresti per un viaggio? Li useresti per toglierti quelle soddisfazioni che non ti sei mai tolto?. Oppure li tieni per te. Attenzione, c’è solo una regola. Tutti i soldi che non spendi alla fine della giornata spariscono e la cosa bella è che la mattina seguente avrai 86400 euro nel tuo conto bancario. Ora non è tanto importante capire che cosa faresti con questi soldi. La cosa che dobbiamo capire è che sicuramente non li lasceresti lì e ti inventeresti idee pazzesche pur di usarli tutti fino all’ultimo centesimo.

LEGGI L’ARTICOLO “CAMBIARE LA VITA IN TRE PASSI”

Ecco la vita funziona proprio così, ogni giorno hai a disposizione 86400 secondi e questo è il tuo orologio della vita. L’orologio che ogni giorno ti dà una nuova opportunità per vivere la tua vita pienamente e per lasciare un segno, un marchio indelebile in questo mondo. Investendo il tuo tempo in modo intelligente, investendolo nelle cose in cui credi o nelle persone che ami. Il problema sai qual’ è? È che forse tu credi di avere tempo. Prova a pensare a questo. Vuoi capire il valore di un anno? Mettiti nei panni di uno studente che è stato bocciato all’ultimo esame ed ha dovuto ripetere l’anno. Per capire il valore di un mese? Prova a pensare ad una mamma che mette al mondo un figlio prematuro. Il valore di una settimana? Prova a metterti nei panni di un giornalista che fa uscire un articolo con una settimana di ritardo. Per capire il valore di un’ora? Prova a chiederlo a una coppia di innamorati che si sta per rivedere. Sicuramente nella tua vita almeno una volta avrai perso un treno, un autobus, un aereo e quindi puoi capire benissimo il valore di qualche minuto e anche un secondo può fare la differenza. Prova solo a pensare a chi è arrivato secondo alle olimpiadi. Steve Jobs in una delle sue bellissime frasi ci diceva che il nostro tempo è limitato, non passarlo a viverlo la vita di qualcun altro. Se la tua vita non è in equilibrio e le tue insoddisfazioni sono oltre il limite è ora di cambiare e vivere straordinariamente bene. Arricchisci la tua mente, nutrila, proteggila e allontanala da credenze limitanti, le uniche che possono far scorrere in tempo e lacerare la tua esistenza. Solo così potrai avere un’esistenza appagante e un business in linea con i tuoi principi e le tue aspirazioni. Io ora la mia mossa l’ho fatta, ora spetta a te fare la tua. #businessvincente

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Tutti noi nella nostra vita attraversiamo dei momenti più o meno felici nel nostro business e questo influenza il nostro stato di benessere.

Sei stufo di quello delle forti pressioni che subisci dall’esterno da amici, la tua famiglia e soprattutto il tuo lavoro? A volte capita di dover gestire la propria attività e non avere la minima idea di come risolvere alcune situazioni. Ci basiamo sulla nostra esperienza che al giorno d’oggi non basta al 100%. Ci accorgiamo che non si ha il controllo economico-finanziario della propria attività e nelle proprie tasche si hanno sempre meno soldi. Ho avete le tasche bucate oppure vi manca un metodo per riuscire ad agire e sviluppare il vostro business soprattutto in ambito economico-finanziario. Ti mostrerò come portare al successo la tua impresa apportando un vantaggio competitivo straordinario. A volte ci fermiamo e ci domandiamo: “Come posso andare avanti?” “E ora cosa faccio”? Ciò che ti ha spinto a creare la tua attività sicuramente è dettato dalla passione, ma i risultati a volte possono essere scoraggianti. Non so se sai che la maggior parte delle attività imprenditoriali sono destinate a fallire nei primi 10 anni! La metà il primo anno, l’80% delle restanti entro i primi 5 anni ed il resto nei seguenti anni. Di ogni 100 imprese solo 4 ce la fanno in 10 anni!
Viviamo in un’epoca in cui il sapere è fondamentale e l’ignoranza nel business porta ad una limitata se non completa mancanza di libertà d’azione. A volte mi stupisco di come le persone si fermano davanti ad alcuni investimenti monetari e poi magari sperperano denaro su denaro per consumi futili. Si lamentano del loro tenore di vita, ma non fanno niente per capire come possono cambiare visione. Non si formano e questo li porta ad un continuo e costante soffocamento da parte del mercato che non li accetterà più alle condizioni attuali in cui vogliono rimanere.
La mia passione è quella di aiutare le persone a fare il salto di qualità nel proprio business. Per molti il lavoro è un’estensione di se stessi. Se le cose nel proprio business non vanno bene andiamo in stress e non viviamo bene.
A quanto ammonta il tuo ricavo aziendale? Sai che non equivale al tuo reale guadagno? Se adesso smettessi di lavorare a quanto ammonterebbe nel tempo la tua sopravvivenza monetaria prima di finire a zero euro?…un mese…un anno…due anni…? In questo caso dovresti anche sapere quanto costi a te stesso giornalmente. Sei a conoscenza di quanto costa all’ora la tua persona? Oltre a te stesso come fai a mantenere ogni area della tua azienda dall’amministrazione, alla produzione, al marketing, alle vendite, etc?. E soprattutto come fai a mantenere le persone e sviluppare i loro ruoli in azienda ogni giorno?. Un errore comune è assumere persone in azienda che non hanno la più pallida idea del loro ruolo! Le persone sono la vera forza del cambiamento!
Chiunque ti dica che ha un business plan da qui ai prossimi 5 anni ti sta prendendo in giro! Il mondo sta cambiando troppo in fretta. Hai bisogno di un metodo che sappia guidarti dandoti flessibilità per cambiare e adeguarti a qualsiasi cambiamento economico-finanziario di successo. I cambiamenti sono dovuti a tecnologia, culture, competitività e efficienza! Devi imparare ad essere flessibile e il più rapido possibile. Rispondi a queste domande: dove sei oggi e cosa ti accadrà se non cambi direzione al tuo business? Perchè sei in questo business? Se tornassi indietro quali sono gli errori che non commetteresti più nella tua attività? Cosa vorresti cambiare adesso per migliorare la tua impresa? Quale è la tua strategia? Quale è la vera identità del tuo business?
Sei un manager o un leader? Sei davvero l’imprenditore che pensi di essere? Cosa vedi, provi o senti quando pensi a te stesso e alla tua vita da manager, imprenditore o professionista? Quali sono gli obiettivi per il 2015 che intenderai realizzare? Quali azioni porteranno a compiemento i tuoi obiettivi? Chi sono i tuoi attuali clienti? Quanti clienti dovresti avere per raggiungere il guadagno sperato? Puoi agire su pochi clienti a prezzi elevati o viceversa. L’importante è che hai una strategia e delle azioni specifiche per raggiungere il ricavo pianificato nell’anno.
Ma quanti credi di valere all’ora? Dimmi quale è la cifra all’ora che pensi di valere (non quanto prendi realmente, ma la cifra che sogni di prendere all’ora). Adesso ti chiedo di dividere il tuo ricavo annuo netto reale per 365 giorni e poi dividi per 8 ore. Questa cifra è il tuo compenso orario reale. Adesso ti chiedo di sottrarre la cifra che pensi di valere all’ora con la cifra che prendi attualmente all’ora. Più la distanza monetaria è elevata, più il tuo stato di insoddisfazione sarà elevato. Facciamo un esempio: supponiamo che pensi di valere 100 euro all’ora. Dal tuo calcolo hai uno stipendio annuale di 30.000 euro nette che diviso 365 giorni di un anno e poi diviso 8 (ore di lavoro medie giornaliere) darà un compenso orario netto di 10,27 euro. La differenza tra 100 euro e 10,27 euro è di 89,73 euro. Quest’ultima cifra indica il tuo grado di insoddisfazione monetaria. E’ come dire che ti senti una ferrari e guidi un triciclo. Cosa non ti ha permesso di guidare la tua ferrari? Cosa ti ripeti giornalmente pur di non compiere il primo passo verso la tua libertà?
In quale ciclo di vita è la tua attività? Il ciclo di sviluppo di un attività ha una nascita, una crescita, una maturità e infine un declino. Dove pensi di collocarti? Individuato il tuo punto nel tuo ciclo di vita di business…cosa non ti permette di progredire verso una nuova identità? Pensi che il tuo business debba esser rilanciato verso nuovi successi? Quali sono le azioni che porterebbero a risultati straordinari la tua attività? Sei fai la cosa giusta nel momento sbagliato non otterrai risultati eccellenti! Se invece fai la cosa giusta al momento giusto il successo è esponenziale.
Magari hai un business di successo, ma è in un settore ormai troppo vecchio per il mercato! Ancor più grave se utilizzi il sistema di direzione di business di 30 anni fa che molto probabilmente non è in linea con la realtà odierna. Immagina solo il sistema di comunicazione digitale. Per raggiungere 50 milioni di utenti via radio servivano 40 anni, per la tv 13 anni, internet  4 anni, I-pod 3 anni, facebook 2 anni!! Se non stai al passo con i tempi vieni sbattutto fuori e senza preavviso!
E’ arrivato il momento di prendere una decisione importante, altrimenti la tua posizione sul mercato potrebbe compromettersi!
Anticipa gli eventi, individua quello che potrebbe accadere, in modo da poter sfruttare tutto questo agendo e non reagendo. Il tuo business ha un unico scopo di generare clienti con il marketing e l’innovazione. Se non sai differenziarti ed essere unico non puoi fare soldi a sufficienza. In cosa sei realmente differente dai tuoi concorrenti? Perchè una persona dovrebbe diventare tuo cliente? Devi avere un’identità, una storia e soprattutto individuare il target di riferimento. Il tuo cliente ideale che identità e caratteristiche possiede? Non puoi vendere a tutti, ma solo a clienti appassionati di ciò che fai! Devi creare una cultura, una filosofia in cui gli altri possano credere e aver fiducia.
Non puoi proporti sul mercato se non sei il protagonista nel tuo settore. Devi emergere davanti a tutti grazie al tuo valore personale. I tuoi clienti non comprano il tuo prodotto o servizio, ma la tua identità e la fiducia che trasmetti. La tua identità ha un valore unico sul mercato se ben comunicata. Posizionati e si unico nel tuo settore…i secondi my friend non vengono mai ricordati! E’ come se ti domando chi è arrivato decimo agli ultimi campionati mondiali di calcio!!! Capisci???.
Impara ad ottimizzare e ad innovarti. Oggi devi essere capace di far crescere il tuo fatturato del 30% entro un anno e per farlo serve una forte azione. Serve un metodo che ti porti a cambiare immagine alla tua attività con sistemi di marketing e di vendita moderni e di ultima generazione!
Acquisisci le tecniche per gestire le tue finanze. E’ impensabile che a fine anno guadagni meno di un tuo dipendente o poco rispetto alle ore che lavori….conosco aziende milionare che alla fine per le ore lavorate e sotratti tutti i costi sono a un passo dal baratro…. E’ impensabile che non riesci ad attuare un controllo di gestione periodico nella tua attività. Conosco aziende che non hanno la minima idea della gestione finanziaria….vedi ad esempio trattative sui mutui o tassi attivi/passivi, valenze, etc. E’ impensabile che non sai gestire i flussi di cassa economici-finanziari della tua attività. Capire come si crea un piano di business e come gestirlo è l’arma più potente che puoi avere.

Devi tirare fuori ogni risorsa che hai e cambiare la tua mentalità! Libera il tuo potenziale, per la tua squadra e per chi ti sta intorno. Se ti interessa giocare la partita a questo livello, e non vivere di rimpianti e rimandare, comincia ora a costruire il tuo business vincente.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

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