QUANDO CALA IL "DESIDERIO"

LA PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DEL CLIENTE È UN SENTIMENTO INSTABILE E FRAGILE, CHE SI SPEGNE PER UN NONNULLA. E IL PIÙ DELLE VOLTE LA CAUSA È L’ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO DEL VENDITORE!

La prima regola con cui un venditore deve prendere confidenza è che non possiamo ordinare al cliente di agire.
Il venditore deve rimuovere gli ostacoli che impediscono al cliente di seguirlo, ostacoli che, molto spesso, dipendono dalla mancata conoscenza di quello che il cliente immagina, sente o prova. Insomma, quali sono i suoi sogni più grandi?
La soddisfazione del cliente è un risultato complicato da raggiungere, grazie a una visione nuova della realtà e delle abitudini. Oggi la scelta delle strategie aziendali è determinata dalla evoluzione del pensiero rivolto al consumo e ai bisogni, soprattutto a causa della pressione concorrenziale, che modifica le politiche di differenziazione dell’offerta. Essere fedeli all’immagine di un prodotto o di un servizio soddisfa il cliente e lo predispone a tenere il comportamento più giusto verso l’acquisto.
Parliamo di “comportamento” del cliente… ma il venditore? Troppo spesso sentiamo usare il termine “atteggiamento” riferendosi al venditore (“selling attitude” in inglese), ma il più delle volte è una parola cui non è data sostanza. Perché il giusto atteggiamento di vendita si basa sulla creazione di tre elementi:
• responsabilità;
• fiducia;
• ascolto.
Come arrivarci?

LEGGI L’ARTICOLO “HAI DECISO CARO CLIENTE?”

Se il cliente ha paura…
Inizialmente ogni cliente vuole conferme, non cambiamenti. Capita che le cose che gli accadono non gli piacciano e che la paura di ciò che non conosce lo renda inerme. La paura di vivere l’imprevedibilità è più forte della paura di continuare a convivere con i propri problemi. La paura del fallimento è così elevata che molti clienti identificano nelle loro azioni, seppur sbagliate, un’àncora di mezza salvezza. Di solito i clienti duri con se stessi sono in proporzione estremamente fragili al loro interno, e il loro atteggiamento è riduttivo e privo di un’azione sana ed ecologica!
Perciò saranno soddisfatti solo quando vedranno nelle aziende o nel venditore il “mito dell’eroe”, dell’impavido professionista pronto a superare assieme a loro ogni difficoltà, soprattutto in momenti di stress e incertezza.
Ma come si fa a presentarsi ai clienti come “involucri” ottimisti se siamo appesantiti da un bagaglio interiore fatto di pressioni, insuccessi, storie comuni non facilmente dimenticabili?
L’atteggiamento del venditore è qualcosa di più duraturo, che non sempre rispecchia i nostri stati d’animo.

… o manca di entusiasmo
Il cliente oggi ha un comportamento nei confronti dell’acquisto poco equilibrato e poco coerente. Di solito perché non possiede i mezzi sufficienti per decidere l’acquisto, e dunque alimenta dentro di sè la mancanza di fiducia e procrastina la scelta. Poco entusiasmo, mio caro cliente!
Se manca la fiducia è perché manca la conoscenza. Il cliente ha un grado di soddisfazione più elevato quando conosce ciò di cui parla, poiché alimenterà il suo credo; invece oggi difficilmente sa adottare misure correttive in tempi giusti, soprattutto a causa del fatto che i venditori che si accingono a vendergli un prodotto mancano spesso delle capacità relazionali necessarie, di competenza, di autostima. E la vendita diventa confusionaria.
Perciò al venditore è richiesto di mantenere uno stato fisico e mentale al passo con i tempi, invece di trascurare un obiettivo e mascherarlo inutilmente davanti ai media o ai social network. Il venditore deve costruire senza sosta la sua immagine, con orgoglio profondo, proteggendo egoisticamente la giusta “selling attitude” verso chi lo guarda e lo ascolta.

Se il cliente non conosce, non compra!
Negli ultimi anni il calo del desiderio di acquistare è diventato problema di tutti. Il cliente ricerca disperatamente prodotti ad alto valore emozionale che contrastino la sfiducia che si respira nell’aria. E quando la situazione si fa ancora più confusa, e gli stili di vita e i comportamenti al consumo si segmentano, il cliente diventa un’ombra che rende la vendita difficoltosa. Dove muovere il prossimo passo?
La tendenza comune predilige l’individualità di azioni di vendita inutili, che non si danno come obiettivo quello di “riportare alla luce” il cliente. La scarsa conoscenza delle variabili che intervengono nella creazione di un prodotto rende sterili e superficiali le buone capacità dei venditori. Non si va oltre i dubbi del cliente, limitando il suo processo d’acquisto a un semplice “no, grazie, ci penso!”.
La domanda del cliente ha molto di apparenza e contraddizione. Poche sono le volte in cui si creano dei contesti dedicati e occasioni al consumo; invece si cerca di condizionare l’acquisto e di aumentare la percezione del valore con la promozione, facendo leva sullo stato emozionale e sull’attesa del cliente.
Cresce, poi, l’attenzione al prodotto di qualità e differenziato rispetto al prodotto di massa, anche se il bilancio familiare ne risente… a insaputa del cliente, chiaro, che paga un prezzo ad ampio margine commerciale se confrontato con le reali caratteristiche e con le sue esigenze. Le politiche delle aziende utilizzano princìpi legati al valore, all’autostima e allo status sociale, princìpi che esaltano i benefici e nascondono le caratteristiche reali, causando così l’ignoranza del cliente. In passato se andavi a comprare un televisore, sceglievi tra pochi modelli; oggi decine di televisori, tutti simili, proiettano la stessa immagine sfidando chiunque a discernere le loro differenze tecniche. Il cliente si basa su sensazioni e poco più, e non sviluppa il giusto approccio verso l’acquisto. Ecco la scarsa cultura della vendita: il cliente è abbandonato alla ricerca di una verità che spesso non scopre. Ha un “caos” al consumo appagato solo da acquisti d’impulso, i cosiddetti “calma umori”.

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Tutto questo per dire? Che difficilmente un cliente oggi viene davvero capito.Difficilmente viene ascoltato. Difficilmente diventa fedele. Difficilmente sta per: con grandi difficoltà.
Capire il suo desiderio richiede tempestività di esecuzione e una cura quasi maniacale del suo pensiero, un’ispirazione da accarezzare, capire e rendere fedele al cambiamento.
Altrimenti il finale non sarà felice, perché le conseguenze di un atteggiamento sbagliato del venditore sono catastrofiche: il cliente ignorato, ingannato, stanco diventerà schivo e rigido di fronte a qualsiasi nuova proposta. E il suo “desiderio” di acquisto calerà precipitosamente, “solo” perché noi venditori non abbiamo avuto l’atteggiamento giusto.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

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3 ELEMENTI PER NON FALLIRE

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Esistono tre elementi che fanno la differenza per non fallire, più di altri, quando si parla di business in tempi di crisi.

Tali elementi sono la velocità, la capacità di adattamento e il non sprecare tempo utile.

Negli ultimi anni sono cambiate le regole del gioco, e chi continua a giocare con i vecchi dadi molto probabilmente è stato “vomitato” dal mercato e sbattuto a sedere su una sedia di un bar a bere whisky e blaterare di quanto era bravo. Fior fiori di commercianti che si ostinano a vendere assortimenti vecchi, limitati e non al passo con i tempi. Venditori da coltello con i denti a vendere a freddo e pensare che è la crisi che li ha completamente limitati. Negozi, produttori, agenzie e uffici commerciali che sperano che sia il cliente a chiamarli. Ormai chi ha un’attività soffre di uno spirito di onnipotenza e come un Dio sperano che qualcuno bussi alla sua porta. Posso dirti una cosa? Al cliente che esisti non gli può fregare di meno. Per lui sei uno come tanti e sulla base emozionale se non percepisce la tua reputazione ti considera uno dei tanti. Ti faccio una domanda. Se dovessi andare a un matrimonio ci vai con un vestito elegante oppure con un vestito fatto di buste della spazzatura? Credo che vorresti andarci elegante (se hai risposto il contrario sei un barbone!), ma la dura realtà è che il tuo cliente ti vede con le buste della spazzatura addosso. Il cliente è furbo, pragmatico e conosce il tuo settore meglio di te! Credi di no? Qualche anno fa non esisteva internet, ed ora con Google puoi sapere tutto in pochi secondi. Ti ricordi il Blockbuster? Negozio di noleggio e vendita homevideo che nei primi anni 2000 ancora funzionava. Tu andavi dentro questo grosso centro, pieno di cordialissimi ragazzi, e affittavi per tre giorni una videocassetta per circa 8000 lire o 4,13 euro. Blockbuster è fallita per la scarsa capacità di innovarsi! Oggi apriresti un negozio di videocassette?

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Stesso esempio per le foto con il rullino da parte di Kodak. Un’azienda storica che non ha avuto la capacità di innovarsi e con l’avvento del digitale, stampanti 3D, telefonini, si è schiantata al suolo ed è fallita. Apriresti un negozio di rullini e sviluppo foto a rullino oggi?

Questo per farti capire che molte persone ragionano ancora come se vendessero videocassette e rullini e pensano di non fallire. Come puoi dare la colpa alla crisi e basta? Il cliente evolve e deve avere la percezione del cambiamento in te. Il cliente deve credere in te e spingersi oltre la fiducia: la fedeltà! Conosco imprenditori che fatturano, ma alla fine del mese hanno le tasche piene di sassi (grande Jova). Se il tuo conto corrente piange vuol dire che non sai fare impresa, investi i soldi al macero e sei risucchiato dal flusso finanziario. Conosci persone che non hanno un quattrino e vogliono fare gli imprenditori? Un tempo era meglio? Quel tempo è finito! Ci sono professioni che tra qualche anno non esisteranno più, i negozi saranno completamente sostituiti dal commercio elettronico, le assicurazioni e le banche direttamente con un click online, gli agenti di vendita serviranno a poco se sarà possibile avere venditori virtuali o marketing “fatto bene”, i viaggi o altro direttamente prenotabili da un cellulare, etc. Adesso sei al bivio! O pensi di cambiare e adattarti all’evoluzione o ti estingui come i dinosauri. Sai da cosa lo capisci? Dal fatto che no hai soldi liquidi per poter pagare tasse, imposte, fornitori, un bel anello alla tua ragazza, una bella macchina, permetterti una bella vacanza…anzi ti limiti a comprare 4 stracci in offerta al mercato magari con riproduzioni false! Ma non è il tuo caso tranquillo! Dimenticavo se hai soldi fermi in magazzino (esempio troppi prodotti) sei proprio un pirla soprattutto per la scarsità nel saper vendere! I magazzini e le rotazioni vanno programmate bene, altrimenti ti ritrovi merce inutile e soldi fermi….per non aver programmato i budget vendite, produzione, acquisti e finanziario….resta ancora a fare i conti con la penna e il foglio (lo faceva il fruttivendolo nel 1980). E non pensare che gli altri ti consolano se non vuoi innovarti, anzi uno in meno e la pagnotta si divide in meno fette! Io sinceramente odio chi si piange addosso e spera che arrivino gli aiuti dal cielo.  Anzi spero che queste persone falliscano insieme alla loro ignoranza! Continui lamentii, problemi e intanto il tempo passa. Poi pensiamo che due corsettini e un commercialista possa aiutarti….quest’ultimo se scarso mette in croce due conti e di controllo di gestione ci capisce meno di zero! Ti sei mai domandato perché ti avverte solo delle tasse da pagare e non si assume con te il rischio d’impresa, ti dice cosa devi fare e come, etc….forse perché non è capace? Chiedigli: “ti do il 30% del mio fatturato….lavoreresti con me a variabile? La risposta è no, perché è scarso. Chi lavora a risultato come me si assume i rischi perché vale, il resto so caselle, numeretti, f24 e parole. La cosa più sconcertante, dopo la velocità e capacità di adattamento, è l’utilizzo del tempo utile. Come è possibile che parecchie persone lavorano almeno 160/180 ore (se lavori di più sei uno schiavo della società) al mese e impiegano solo il 18% del loro tempo a produrre il fatturato che percepiscono. Il resto lo impiegano a fare azioni che potrebbe fare una persona al posto loro. Ti do un consiglio. Investi su te stesso!

LEGGI L’ARTICOLO “VENDITORE DI SERIE A”? CLICCA QUI

Utilizza parte del tuo tempo a pianificare strategie, obiettivi e azioni utili. Il resto del tuo tempo fallo fare a persone facilmente sostituibili che impiegano la totalità del loro tempo a fare azioni ripetute e che prendono in mano parte del tuo business. Quanto di meglio esiste se qualcuno fa il lavoro al posto tuo? Solo così sarai libero di pensare a un vero cambiamento e investire su un modello di business. Se non ci credi e pensi che siano tutte boiate quelle che ho scritto, domandati il perché ad ora ancora sei scontento e con pochi risultati. Forse in impresa hai la mania del controllo, scarsa capacità di delega, scarsa leadership, scarsa organizzazione, una scarsa autostima e manie di perfezionismo? Vuoi fare il manager, ma non ti sfugge una vacanza (a rate) sapendo che sei scarso e lento nel tuo business? E’ meglio che fai domanda per guidare il motorino delle poste, magari trovi la tua dimensione quando dai gas. Se invece pensi di migliorare, benvenuto a bordo. Il cambiamento abbia inizio! Coloro che parlano male dei risultati sono i dinosauri della società, criticano te per coprire i loro fallimenti. Sono coloro che hanno dalla loro parte la migliore amica anti-business: l’invidia. Non ti sei stufato di coloro che escludono le cose. Esempio. “Se una ragazza è bella, allora è stupida”. “Meglio la salute che i soldi”. Scusate, ma non posso avere una bellissima ragazza (intelligente), i soldi e la salute? Cosa me lo vieta? Forse a parlare sono tutti coloro che non hanno soldi, sperano di vincere il superenalotto, criticano tutti perchè sono falliti, si aprofittano di tutti perché fa parte del loro essere vili, vanno a fare la spesa con una donna/un uomo che gli fa ribrezzo (molto probabilmente ci stanno per paura di rimanere soli), vanno a prostitute e/o chattano mentre la moglie/marito dorme e/o si fanno l’amante perché va di moda. Sei scarso così! Sei ancora in tempo per non cadere nella trappola e innovarti!  Good luck my friend!

 

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7 PASSI PER CONQUISTARE NUOVI CLIENTI

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Partiamo dal presupposto che se stai leggendo questo articolo molto probabilmente non riesci probabilmente o difficilmente a creare nuovi clienti, attese infinite al telefono e talmente tante sportellate in faccia che psicologicamente ti hanno portato a trovare scuse per la tua inefficienza.

Ti senti offeso? Non credi che quando ti ritroverai al bar a bere del buon whisky senza un lavoro e ti piangerai addosso (un classico dei falliti) non ti servirà tutto questo orgoglio?

Se non ti senti offeso continua a leggere, altrimenti chiudiamola qua. Non sono mai stato un sentimentale sui piagnoni. Tutti gli imprenditori hanno bisogno di padroneggiare la capacità di conquistare nuovi clienti. Quanto più riesci a introdurre nuovi clienti nella vostra attività, indipendentemente dal suo settore e dimensioni, determinerà il livello di successo e la longevità che si rischia di avere.

Vi darò sette consigli base che vi permetteranno di rialzare la testa e avere un set di azioni:

  1. Conosci il tuo cliente

Se hai una chiara comprensione di chi è il tuo cliente (e non lo è), allora puoi indirizzare i potenziali clienti interessati e migliorare la tua capacità di conquistare nuovi clienti.

Comprendere l’età, la posizione geografica, il livello di istruzione e il titolo professionale della tua base di clienti ti permette anche di parlare nella lingua appropriata che risuona e colpisce l’accordo giusto. Questo è noto come la creazione di un avatar e vi darà informazioni su dove il cliente si comporta, online o offline.

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Vi incoraggio a trascorrere un pò di tempo per pensare a chi è il vostro cliente target più probabile; che aspetto ha e quali problemi possiede che hanno bisogno di essere risolti? Essere il più dettagliato possibile in modo da poter chiaramente immaginare chi probabilmente comprare da voi.

Sai che in internet esistono dei “Tag Manager” che studiano il comportamento online del tuo cliente? Ormai è finita l’epoca di sparare nel mucchio e pensare che qualcuno risponda. I pivelli fanno così.

Hai mai sentito parlare del Customer Journey Mapping?

Una mappa del viaggio del cliente è la rappresentazione schematica del processo decisionale d’acquisto sotto forma di un’infografica, sviluppata in stretta collaborazione con le diverse figure dell’azienda, come i creatori di contenuti, gli UX designer e i responsabili marketing o delle attività di pubbliche relazioni. Il Customer Journey Mapping presenta quindi l’esperienza del cliente dal primo contatto con l’azienda, attraverso tutti i punti di contatto più rilevanti, fino alla conversione desiderata. L’interesse principale risiede nell’individuare la motivazione del cliente e le sue emozioni durante l’interazione. Le domande da porsi sono:

  • Cosa si aspetta un potenziale cliente?
  • Perché interagisce con l’azienda?
  • Come trova l’interazione?

L’obiettivo è quello di creare un quadro della situazione attuale in stretta cooperazione con tutti i dipartimenti convolti e, su questa base, sviluppare un piano che mostri come si possa creare una concreta mappatura del viaggio del cliente. L’infografica funge pertanto da esempio e può essere utilizzata nel processo di ottimizzazione.

La mappa del viaggio del cliente è un importante strumento di marketing che si può utilizzare in diversi ambiti aziendali: grazie ad essa, infatti, i manager possono farsi un’idea di come i clienti si muovano nel sales funnel (espressione che indica una sorta di “imbuto delle vendite”) e identificano eventuali possibilità per migliorare la user experience; i copywriter possono comprendere il percorso e le aspettative dei clienti e fornire a questi ultimi contenuti informativi e adeguati;  gli UX designer possono invece comprendere come gli utenti interagiscano con il sito e con i canali messi a loro disposizione e quali requisiti essi debbano soddisfare; infine il Customer Journey Mapping può essere d’aiuto al dipartimento marketing per avviare azioni pubblicitarie mirate. Il compito principale di questo processo d’analisi è pertanto quello di mettere il cliente al centro del pensiero aziendale su tutti i livelli.

LEGGI L’ARTICOLO “CLIENTI IN FUGA, NO GRAZIE DIPENDE DA TE”

L’importante è:

  1. Definire il target ovvero il cliente ideale;
  2. Definire lo use-case o casi studio tipici;
  3. Definire i touchpoint o i punti di contatto con cui il cliente entra in contatto;
  4. Identificare gli attori che risponderanno all’interno della vostra azienda al target interessato;
  5. Valutare l’esperienza del cliente tramite dei tool come dei feedback o indicatori (KPI) che possano dimostrare il grado di cultura del tuo cliente ijn merito ad un argomento, prodotto o servizio;
  6. Visualizzare graficamente il viaggio del cliente tramite una traccia del suo spostamento nel vostro sito, blog, etc. Questo ti permetterà di capire, analizzare e migliorare il viaggio del tuo cliente e aumentarne l’efficacia e la comprensione.
  1. Incentivare i clienti esistenti

I migliori ambasciatori per la tua attività sono i clienti esistenti. Hanno già comprato da voi, e non c’è più timbro di approvazione rispetto a quando le persone mettono i loro soldi dietro le loro opinioni.

Incentivare i clienti esistenti – attraverso sconti sui prodotti in cambio di referral, per esempio – funziona così bene perché quei clienti possono dire ai loro amici, che si fidano del loro gusto, di te. Questo porta a conversioni più rapide e più elevate di potenziali clienti ai clienti paganti.

Il più grande problema è la poca assistenza e attenzione nei confronti del cliente, il quale viene cercato solo e unicamente nella stragrande maggioranza dei casi quando si ha bisogno di lui ad esempio per richiedere un pagamento (nelle assicurazioni funziona così per esempio?). Non sarai mica te questo tipo di mostro? La stessa persona che poi si lamenta su facebook con post del tipo “nessuno mi capisce”….e il famoso detto “non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te”!

  1. Rete

Anche nell’era digitale, una rete efficace rimane uno dei modi più potenti per portare nuovi clienti e far crescere il tuo business.

Il networking nella tua nicchia è potente non solo perché ti permette di capire i cambiamenti nel tuo settore, ma ti mette anche in contatto con persone che servono la stessa base di clienti in una forma o nell’altra. Quindi, si può facilmente ottenere introdotto a nuovi gruppi di clienti, mentre lo sviluppo di una migliore comprensione di esattamente ciò che è che stanno cercando.

Sai creare una tua rete? Quanti nominativi hai sul cellulare, facebbok, linkedin, instagram? Quanti di questi sono tuoi clienti? Se la risposta è sotto il 5%, vuol dire che usi i social solo per appagare il senso di importanza, egocentrismo e frustrazione e non per creare business…..Il selfie non paga le bollette!

Hai un gruppo chiuso di clienti in face book? Sai che puoi fidelizzarli con contenuti settimanali di loro interesse oppure preferisci pubblicare la tua foto al mare facendo vedere che è “tanta roba?”

  1. Esplora diversi canali di vendita

I canali di vendita sono una miriade e scegliere quello più idoneo è importante. Troppe aziende non riescono a sfruttare le opportunità ad esempio online soprattutto perché non sono capaci e la classica frase è “troppo difficile, non fa per me, non ho tempo”. Alcuni vendono prodotti e non sanno come esportarli ad esempio in cina, america, russia sia fisicamente che multimedialmente. Alcuni vendono prodotti e non sanno come fare una trattativa negoziale in varie piattaforme come ad esempio negozi. La classica domanda è: qual’è il canale di vendita che ti porta più risultato in termine di guadagni effettivi? Di sicuro se in questo momento non stai guadagnando abbastanza può essere che non sai vendere in quel canale di vendita oppure non è il canale adatto per te. E’ come dire che vai a rimorchiare una ragazza in una sala di latino americano che è il tuo target, non sai ballare, bevi la birra e poi alla fine dici: “qui è un casino rimorchiare?”. Non credi devi prima imparare a ballare per conquistare una ragazza? Lo stesso è nel business, altrimenti perdi!

  1. Garantire relazioni pubbliche di alta qualità

La giusta strategia di pubbliche relazioni (PR) può essere come polvere di stelle per il tuo business, portando i nuovi clienti direttamente a casa tua.

Identificare le pubbliche relazioni giuste è di fondamentale importanza, perché ti permettono di creare l’ambiente giusto per progredire nella tua attività. E’ come dire che vuoi fare esperienza come meccanico e frequenti tutto il giorno dei tappezzieri. Che senso ha frequentare persone di settori diversi?

Devi frequentare persone del tuo settore di appartenenza e scambiare idee, crescere con loro e migliorare. Ci sono persone che frequentano persone che non gli piacciono pur di non rimanere sole. Non mi dire che sei questa persona!

  1. Garantisci un livello di prezzo

All’interno del vostro mercato di destinazione, ci saranno diversi tipi di clienti che sono abituati a spendere cifre di denaro diverse in relazione allo stesso prodotto. Se ti sei posizionato in un mercato molto probabilmente venderai il tuo prodotto/servizio a quel prezzo e il tuo cliente sarà disposto a pagarlo volentieri. Alcuni siccome non riescono a vendere sono all’inseguimento dello sconto, che dequalifica il vostro prodotto/servizio pur di vendere. E’ come dire che per avere una relazione ti accontenti di tutto pur di non rimanere a bocca asciutta! Se applichi sconti continui sei una persona a sconto e quindi comprabile senza un prezzo e un valore definito.

  1. Pubblicità a pagamento o quasi

Oltre alla tradizionale pubblicità televisiva, radiofonica e stampa, ci sono anche opzioni online come il pay-per-click e il social media marketing.

La pubblicità a pagamento può garantire nuovi clienti alla tua attività, ma ha un costo. Quindi, dovresti sempre iniziare identificando il tuo obiettivo da qualsiasi campagna pubblicitaria a pagamento. È per vendere un prodotto subito? Aggiungere un prospect alla lista di posta elettronica? Fai in modo che le persone interagiscano con il tuo sito web o con i tuoi contenuti?

Una volta identificato l’obiettivo, è più facile allocare un budget e creare aspettative realistiche per le campagne. Potreste anche fare pubblicità a costo quasi zero tramite dei contenuti accattivanti sul vostro sito/blog, una buona dose di email tracciate/catturate in cambio di tool o contenuti extra che interessino il vostro consumatore e tanta santa pazienza telefonica su ogni richiesta! Ma fai almeno una cosa di tutto questo? Se la risposta è no, non lamentarti se non hai clienti!

Qualunque sia la dimensione della vostra attività, state certi che le aziende che ammiri hanno utilizzato almeno alcune delle tattiche di cui sopra. Essi possono certamente aiutare anche voi.

Concludendo avere clienti è un arte e soprattutto paganti! Conosco troppi professionisti, imprenditori e manager che parlano solo di problemi e di colpe altrui per mascherare la loro inefficienza nel vendere e soprattutto a monte nel fare marketing. Ancora si spera che le persone ti chiamino perché risultiamo indispensabili. I clienti al giorno d’oggi sono molto informati e non cadono nella trappola di coloro che per spuntare 2 euro gli raccontano la filastrocca! Se guadagni poco, vali poco. E’ la legge di mercato. Se non stai facendo niente per aumentare il tuo guadagno, molto probabilmente ti stai accontentando del tuo fallimento e trovi scuse per colmare le tue insoddisfazioni puntando il dito ovunque. Indovina di chi è la colpa? Good luck my friend.

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CLIENTI IN FUGA? NO, GRAZIE! (MA DIPENDE DA TE)

fidelizzare-i-clientiLI CONOSCIAMO BENE: COMPRANO UNA VOLTA E POI SCAPPANO. ALTRO CHE CRISI, QUI GIOCA LA NOSTRA SELLING ATTITUDE. E ALLORA QUATTRO REGOLE FONDAMENTALI. PER ESEMPIO: RESPONSABILIZZA IL CLIENTE E NON METTERLO IN DISPARTE

Tutti abbiamo sentito almeno un altro venditore lamentarsi dei risultati che non ottiene per colpa della crisi – o quel venditore possiamo essere proprio noi!

In realtà la più grande trascuratezza risiede nella mancanza di strategie, di adattamento a un mercato che sta cambiando, di informazioni su un cliente sempre più esigente e informato.

Eppure basterebbe avere chiari alcuni punti fondamentali. Ne riassumo quattro.

1. Clienti una tantum?

Il cliente deve acquistare un numero congruo di prodotti e servizi che ti creino fatturato nel tempo. Devi comunicare efficacemente la tua offerta e calcolare nei tempi giusti le marginalità, gli utili, la gestione economico-finanziaria del tuo lavoro, per non incorrere in un calo delle vendite e scoprire di non riuscire a coprire le spese. Molto spesso nelle aziende non si ha la minima idea di quanto si sta spendendo, se non per intercessione del commercialista dopo mesi di lavoro quando ormai è troppo tardi. Assurdo, no? L’imprenditore, il manager ma anche il venditore deve gestire l’attività che svolge in tutte le sue fasi, dalla comunicazione al controllo delle varie fasi in cui l’attività si suddivide.

Soprattutto all’inizio, quando conosciamo appena il cliente, ci dimentichiamo di generare con lui una statistica che ci possa far capire le sue abitudini, il potere di spesa e la sua frequenza d’acquisto.

Se vuoi risultati soddisfacenti, non devi solo, com’è intuitivo, corteggiare il cliente al punto che non acquisti da te soltanto una volta; devi poi aver presente quante volte acquista o acquisterà in un certo periodo di tempo e qual è o sarà la spesa media. Devi, cioè, valutare lo sviluppo e il controllo economico-finanziario del tuo business… e del tuo cliente.

2. “Va tutto male”… sicuro?

Un altro errore che mi accorgo viene commesso e che compromette il rapporto con il cliente è quello di giustificare statistiche e trend. L’esempio più classico ci porta a incolpare la crisi sempre e comunque. Invece qualsiasi dato di vendita, se negativo, dipende sempre da qualcosa di evidente che il venditore sta facendo male o che non sta facendo per niente. Le azioni commesse o non commesse ci “incasinano” e limitano l’efficacia dei risultati, soprattutto se accettiamo i compromessi e conviviamo per comodo con situazioni non ottimali, che un po’ alla volta ci trasformano in venditori peggiori di quelli che eravamo o di quelli che potremmo essere. C’entra con il cliente? C’entra, perché finiremo per perderlo.

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3. Un cliente “responsabile”

Tutti i venditori vogliono acquisire la capacità di capire il cliente, con tecniche, procedure, interventi. Tutto questo è giusto, ma incompleto. Quale sia il tuo modello d’impresa, la vendita cambia temporalmente da settore a settore. Non puoi fare affidamento su nessun fattore che non siano le abitudini dei tuoi clienti. Hai bisogno di un metodo operativo che ti faccia conoscere le abitudini dei tuoi clienti.

Un momento, però: il cliente ha, per contro, un duplice problema. Il primo riguarda la sfera cognitiva, i comportamenti; il secondo la sfera razionale, preposta alla risoluzione dei problemi. Come venditore, devi occuparti di entrambe queste sfere e creare, con notevole attenzione, un rapporto studiato sui movimenti del cliente, sulle sue sensazioni, sul modo in cui compra, qualsiasi cosa insomma che, analizzata, ti supporta nel capire i suoi desideri e i suoi bisogni.

LEGGI L’ARTICOLO “HAI DECISO CARO CLIENTE?”

Oggi si punta su una dimensione di acquisto evocativa, cercando di far vivere al consumatore emozioni e sensazioni fisiche per avvicinarlo al prodotto e renderlo fedele. La creazione di ambienti coinvolgenti e pieni di stimoli è la risposta principale per l’evoluzione del cliente. Un tempo, il cliente vagliava le caratteristiche della merce, il prezzo, i vantaggi rispetto alla concorrenza; oggi si tende di più al bisogno simbolico e al rispetto dei propri valori. Ne deriva un cliente instabile, dubbioso, visionario, sognatore, che durante l’acquisto ha bisogno di emozionarsi, e qui entra in gioco la “selling attitude”, l’attitudine alla vendita di cui parlavo nei numeri precedenti (vedi numero 21 e 22). Il rapporto con il cliente, dunque, va oltre la risoluzione di un problema o di un semplice dubbio, e la comunicazione deve avere solide basi emotive perché si costruisca della fiducia.

Concretamente, il mio consiglio è quello di imparare a dialogare con il cliente facendogli assumere le sue responsabilità sulle scelte che fa, grazie a pre-accordi iniziali, il disegno delle aspettative e il mantenimento delle promesse.

Un errore comune, infatti, è quello di non riconoscere la fase della vendita in cui il cliente si trova e di portarlo, in questo modo, sulla difensiva. Se il cliente non ha un controllo sull’azione di vendita, assume un atteggiamento cauto, troppo cauto ai nostri fini. Nasconderà informazioni, si proteggerà dai giudizi negativi. Qualsiasi persona, se ferita nell’orgoglio, tende a non essere etica con se stessa e con gli altri. Quindi un venditore deve raggiungere un equilibrio delle sue sensazioni e dei suoi atteggiamenti che gli impedisca di lasciare involontariamente il cliente in disparte o, peggio ancora, di mettercelo di proposito.

4. Errori fatali

Equilibrio. Facile, no? Per niente. Quando manca equilibrio, non chiudi la vendita e perdi il cliente. Perché non chiudiamo la vendita?

• La prima causa è la distrazione, generata da dissensi o forti disaccordi con qualcuno che creano nel punto vendita o in azienda un ambiente ostile, poco armonioso.

• La seconda causa sta in azioni poco efficienti o negligenze individuali nei confronti dei clienti: rimandiamo dei contatti, non facciamo delle telefonate, non organizziamo appuntamenti…

• Il terzo punto riguarda azioni poco cristalline sotto il profilo etico, cose che abbiamo fatto ai clienti di cui abbiamo rimorso e che, in fondo, non ci fanno stare bene.

• Quarto e ultimo errore, la menzogna: dipingiamo il prodotto/servizio diverso da quello che è veramente.

Prendete uno qualsiasi di questi punti fondamentali e il finale della storia sarà scritto dal cliente che si allontana decretando il vostro fallimento.

Quindi? Le regole non cambiano, quando parliamo di selling attitude: dai al cliente più di quanto si aspetta; dialoga; sviscera i suoi desideri; soddisfa i suoi bisogni; sii coerente; sii sempre organizzato; trasmetti e ricevi fiducia! E ricordati: crisi o no, il cliente è il bene più prezioso che hai.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

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CAPIRE UN CLIENTE? NON POTETE!

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Ma se il mio cliente non sa cosa vuole, come posso saperlo io?
La risposta è: non potete!

Non fintanto che non sapete di lui più cose di quante lui sappia di se stesso. Non fintanto che non sapete la sua demografia e psicografia. Utilizzare tecniche come il canale di posizionamento online, tecniche di call to action, landing page, etc ti possono aiutare alla grande! Immagina di informare il tuo cliente prima di conoscerlo, risolvere le sue obiezioni prima ancora di stringergli la mano. C’è un mondo dietro il posizionamento personale agli occhi di chi ci guarda. Più ci guarda e più si incuriosisce. Passo dopo passo e eccolo li bello sorridente per comprare il nostro prodotto/servizio. La demografia e la psicografia sono i due pilastri essenziali per sostenere una Strategia di Marketing di successo.
Se voi sapete chi è il vostro cliente (demografia) potete poi determinare perchè compra (psicografia).
E avendo fatto questo, potete poi cominciare a costruire un prototipo che soddisfi le sue necessità inconscie, ma scientificamente piuttosto che arbitrariamente.
Ancora, la demografia è la scienza della realtà del mercato. Vi dice chi compra.
La psicografia è la scienza della realtà del mercato percepita. Vi dice perchè certi soggetti demografici comprano per certe ragioni mentre altri soggetti demografici comprano per altre ragioni. La realtà esiste solo nella percezione di ognuno di noi, attitudini, credenze, conclusioni e qualunque cosa tu desideri chiamare da queste posizioni della mente da cui nascono le aspettative e non altrove.
Perciò il famoso detto: “trova un bisogno e soddisfalo” è assai impreciso se non sbagliato.
Si dovrebbe dire: “Trova una percezione e soddisfala”. Lo studio della percezione del tuo caro cliente è fondamentale e la puoi captare solo e unicamente con metodologie di ingegneria sociale e costruzione dell’ecosistema intorno ad esso.
Perchè se il tuo cliente non percepisce di avere bisogno di qualcosa, non acquista nulla, anche se alla fine questa necessità esiste.

Afferrato il concetto?

Quelle percezioni, sono il cuore del processo di acquisto del tuo cliente.
E se voi conoscete la sua demografia, potete capire quali sono queste percezioni, e poi immaginarvi come soddisfarle e l’aspettativa che produrranno.
Voi potete conoscere la realtà psicografica del vostro cliente. Devi riuscire a aprire gli occhi verso ciò che hai e non vedi! Non devi cercare nuove strade, ma nuovi occhi per guardare!

Ogni modello demografico ha uno specifico set di percezioni individuabili in anticipo.
Donne di una certa età, con un certo tipo di studi, con una famiglia di un certo tipo, che vivono in una certa località, comprano per dei motivi psicografici estremamente specifici.
Quelle ragioni inconscie e nascoste, saranno differenti per un altro gruppo di donne, di differente età, differente situazione famigliare, con diverso tipo di studi, che vivono in un altra parte del paese.
E queste differenze predeterminano ciò che ogni gruppo comprerà.
Cominciate a cogliere il senso della complessità di questo business chiamato ecosistema sociale? Credo di si.

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Perciò, dovete prendere l’attività di marketing più seriamente di quanto fa una grossa azienda. E il tempo corre!
Siamo infatti giunti nell’“Era spietata”. Al giorno d’oggi quello che conta è la focalizzazione verso una specializzazione. La mia? Costruire ecosistemi sociali vincenti con tecniche di ingegneria sociale.
Un’ era in cui innumerevoli piccole aziende o accetteranno la sfida di una società satura di informazioni, o saranno distrutte da essa.
Un’era in cui il vostro cliente è stato inondato da così tanti prodotti e promesse che egli sarà sommerso dalla confusione e dall’indecisione.
La sfida della nostra era è imparare il linguaggio dei nostri clienti. Per linguaggio non intendo solo quello del corpo, ma l’anima stessa della mente di ogni persona. Vai oltre! E poi parlare quel linguaggio in maniera ben chiara in modo che la vostra voce possa essere udita sopra il baccano.
Perchè se il vostro cliente non vi sentirà, passerà oltre. Attrarre il vostro cliente NON POTETE FARLO!. Sarà lui stesso a cercarvi, a chiedervi informazioni mentre voi state seduti comodamente nella vostra vasca idromassaggio a bere un cuba libre (chi non ama il cuba libre non sa che si perde)! Per prima cosa inizia a costruire una visibilità nel mondo sperduto di internet: blog, sito, etc. Internet è pieno di persone di successo, non trovi? Coloro che riescono in tutto e per tutto. Hanno molti soldi, fama e successo. Quanto amo il mondo del marketing! Non sei di successo? ALLORA NON POTETE FARLO?. Magari quello che fa per te è un posto fisso, stipendio fine mese e ferie pagate. Magari stai facendo il manager, libero professionista, venditore perchè non hai trovato altro. Frustrazione giornaliera senza metodo. Se è così, cambia e lascia spazio a chi ha veramente voglia di produrre business. Ti senti offeso? Ecco perchè non SEI DI SUCCESSO. In caso contrario continua a leggere il mio articolo.
Non ho dubbi che vi sentiate frustrati leggendo questo. Dovete chiedervi: come posso fare questo?
Come posso fare successo? Come posso determinare la demografia e la psicografia dei miei clienti? Che colori debbo usare? Quali forme? Quali parole?
Ma se vi state chiedendo queste cose, siete già sulla buona strada! Lo scopo di questo articolo non è rispondere a queste domande, ma sollevarle!
Non “come fare a” ma “cosa è necessario venga fatto”.
Finché non capite ciò che è necessario fare, finché non capite l’importanza essenziale del marketing per il vostro target, finchè non capite che il vostro cliente è meno razionale nelle sue convinzioni e aspettative di quanto voi abbiate mai immaginato, finchè non capite che lo standard è il vostro prodotto/servizio, tutti i “come fare a” del mondo non faranno una virgola di differenza al vostro business.
Ma non abbiamo ancora finito.

Cosa rappresenta il nostro business nella mente dei nostri clienti affinché decidano di scegliere noi invece di qualcun altro?’
“Così, vista dalla giusta prospettiva, si comprende che l’intero processo di business entro cui la vostra attività fa quello che fa, è un processo di marketing”.
“Parte con la promessa che voi fate atrtirandoli alla vostra porta; continua con le vendita che fate una volta che sono arrivati da voi; e finisce con la consegna della promessa prima che lascino la vostra porta”.
“In alcune aziende questo processo è chiamato “Lead Generation, Lead Conversion o Client Fulfillement (processo principe, conversione principe, soddisfazione piena-realizzazione del cliente).
“Nel tuo business, caro mio amico è chiamato Marketing, Vendite e Operazioni”.
“Ma se lo guardi bene, è la chiave essenziale del processo che corre lungo ogni business.”
“Ed è da quanto ben integrata è in quel processo, da quanto è totalmente e completamente connessa con ogni parte del processo, che determinerà il successo con cui sarai in grado di riportare i clienti alla tua attività”.

LEGGI L’ARTICOLO “INGEGNERIA SOCIALE I PRIMI PASSI”

“Ed è riportare i clienti a tornare che è l’Obiettivo Primario di ogni attività”
Le spese per i clienti che avete già, rappresentano un inferno molto meno costoso di quelle che dovreste sostenere per i clienti che non avete ancora e soprattutto per riportare indietro i clienti che non avete più”.
“E’ per questo che il processo di Lead Generation, Lead Conversion o di Client Fulfillment
rappresentano un aspetto così critico per la crescita della vostra attività. E questo è il marketing. Il tuo cliente deve ricercarti in internet, captare il tuo ecosistema sociale, essere cercato, ascoltato, persuaso e convinto con l’arte dell’ingegneria sociale. Le domande saranno la tua arma più convincente per muovere le sue criticità decisionali. Ogni cliente compra nel momento in cui il suo desiderio è grande: sta a te scoprirlo.
L’intero processo. Non una parte di esso, ma l’intero. E non si ferma mai!

 

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

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