QUANDO CALA IL "DESIDERIO"

LA PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DEL CLIENTE È UN SENTIMENTO INSTABILE E FRAGILE, CHE SI SPEGNE PER UN NONNULLA. E IL PIÙ DELLE VOLTE LA CAUSA È L’ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO DEL VENDITORE!

La prima regola con cui un venditore deve prendere confidenza è che non possiamo ordinare al cliente di agire.
Il venditore deve rimuovere gli ostacoli che impediscono al cliente di seguirlo, ostacoli che, molto spesso, dipendono dalla mancata conoscenza di quello che il cliente immagina, sente o prova. Insomma, quali sono i suoi sogni più grandi?
La soddisfazione del cliente è un risultato complicato da raggiungere, grazie a una visione nuova della realtà e delle abitudini. Oggi la scelta delle strategie aziendali è determinata dalla evoluzione del pensiero rivolto al consumo e ai bisogni, soprattutto a causa della pressione concorrenziale, che modifica le politiche di differenziazione dell’offerta. Essere fedeli all’immagine di un prodotto o di un servizio soddisfa il cliente e lo predispone a tenere il comportamento più giusto verso l’acquisto.
Parliamo di “comportamento” del cliente… ma il venditore? Troppo spesso sentiamo usare il termine “atteggiamento” riferendosi al venditore (“selling attitude” in inglese), ma il più delle volte è una parola cui non è data sostanza. Perché il giusto atteggiamento di vendita si basa sulla creazione di tre elementi:
• responsabilità;
• fiducia;
• ascolto.
Come arrivarci?

LEGGI L’ARTICOLO “HAI DECISO CARO CLIENTE?”

Se il cliente ha paura…
Inizialmente ogni cliente vuole conferme, non cambiamenti. Capita che le cose che gli accadono non gli piacciano e che la paura di ciò che non conosce lo renda inerme. La paura di vivere l’imprevedibilità è più forte della paura di continuare a convivere con i propri problemi. La paura del fallimento è così elevata che molti clienti identificano nelle loro azioni, seppur sbagliate, un’àncora di mezza salvezza. Di solito i clienti duri con se stessi sono in proporzione estremamente fragili al loro interno, e il loro atteggiamento è riduttivo e privo di un’azione sana ed ecologica!
Perciò saranno soddisfatti solo quando vedranno nelle aziende o nel venditore il “mito dell’eroe”, dell’impavido professionista pronto a superare assieme a loro ogni difficoltà, soprattutto in momenti di stress e incertezza.
Ma come si fa a presentarsi ai clienti come “involucri” ottimisti se siamo appesantiti da un bagaglio interiore fatto di pressioni, insuccessi, storie comuni non facilmente dimenticabili?
L’atteggiamento del venditore è qualcosa di più duraturo, che non sempre rispecchia i nostri stati d’animo.

… o manca di entusiasmo
Il cliente oggi ha un comportamento nei confronti dell’acquisto poco equilibrato e poco coerente. Di solito perché non possiede i mezzi sufficienti per decidere l’acquisto, e dunque alimenta dentro di sè la mancanza di fiducia e procrastina la scelta. Poco entusiasmo, mio caro cliente!
Se manca la fiducia è perché manca la conoscenza. Il cliente ha un grado di soddisfazione più elevato quando conosce ciò di cui parla, poiché alimenterà il suo credo; invece oggi difficilmente sa adottare misure correttive in tempi giusti, soprattutto a causa del fatto che i venditori che si accingono a vendergli un prodotto mancano spesso delle capacità relazionali necessarie, di competenza, di autostima. E la vendita diventa confusionaria.
Perciò al venditore è richiesto di mantenere uno stato fisico e mentale al passo con i tempi, invece di trascurare un obiettivo e mascherarlo inutilmente davanti ai media o ai social network. Il venditore deve costruire senza sosta la sua immagine, con orgoglio profondo, proteggendo egoisticamente la giusta “selling attitude” verso chi lo guarda e lo ascolta.

Se il cliente non conosce, non compra!
Negli ultimi anni il calo del desiderio di acquistare è diventato problema di tutti. Il cliente ricerca disperatamente prodotti ad alto valore emozionale che contrastino la sfiducia che si respira nell’aria. E quando la situazione si fa ancora più confusa, e gli stili di vita e i comportamenti al consumo si segmentano, il cliente diventa un’ombra che rende la vendita difficoltosa. Dove muovere il prossimo passo?
La tendenza comune predilige l’individualità di azioni di vendita inutili, che non si danno come obiettivo quello di “riportare alla luce” il cliente. La scarsa conoscenza delle variabili che intervengono nella creazione di un prodotto rende sterili e superficiali le buone capacità dei venditori. Non si va oltre i dubbi del cliente, limitando il suo processo d’acquisto a un semplice “no, grazie, ci penso!”.
La domanda del cliente ha molto di apparenza e contraddizione. Poche sono le volte in cui si creano dei contesti dedicati e occasioni al consumo; invece si cerca di condizionare l’acquisto e di aumentare la percezione del valore con la promozione, facendo leva sullo stato emozionale e sull’attesa del cliente.
Cresce, poi, l’attenzione al prodotto di qualità e differenziato rispetto al prodotto di massa, anche se il bilancio familiare ne risente… a insaputa del cliente, chiaro, che paga un prezzo ad ampio margine commerciale se confrontato con le reali caratteristiche e con le sue esigenze. Le politiche delle aziende utilizzano princìpi legati al valore, all’autostima e allo status sociale, princìpi che esaltano i benefici e nascondono le caratteristiche reali, causando così l’ignoranza del cliente. In passato se andavi a comprare un televisore, sceglievi tra pochi modelli; oggi decine di televisori, tutti simili, proiettano la stessa immagine sfidando chiunque a discernere le loro differenze tecniche. Il cliente si basa su sensazioni e poco più, e non sviluppa il giusto approccio verso l’acquisto. Ecco la scarsa cultura della vendita: il cliente è abbandonato alla ricerca di una verità che spesso non scopre. Ha un “caos” al consumo appagato solo da acquisti d’impulso, i cosiddetti “calma umori”.

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Tutto questo per dire? Che difficilmente un cliente oggi viene davvero capito.Difficilmente viene ascoltato. Difficilmente diventa fedele. Difficilmente sta per: con grandi difficoltà.
Capire il suo desiderio richiede tempestività di esecuzione e una cura quasi maniacale del suo pensiero, un’ispirazione da accarezzare, capire e rendere fedele al cambiamento.
Altrimenti il finale non sarà felice, perché le conseguenze di un atteggiamento sbagliato del venditore sono catastrofiche: il cliente ignorato, ingannato, stanco diventerà schivo e rigido di fronte a qualsiasi nuova proposta. E il suo “desiderio” di acquisto calerà precipitosamente, “solo” perché noi venditori non abbiamo avuto l’atteggiamento giusto.

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3 ELEMENTI PER NON FALLIRE

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Esistono tre elementi che fanno la differenza per non fallire, più di altri, quando si parla di business in tempi di crisi.

Tali elementi sono la velocità, la capacità di adattamento e il non sprecare tempo utile.

Negli ultimi anni sono cambiate le regole del gioco, e chi continua a giocare con i vecchi dadi molto probabilmente è stato “vomitato” dal mercato e sbattuto a sedere su una sedia di un bar a bere whisky e blaterare di quanto era bravo. Fior fiori di commercianti che si ostinano a vendere assortimenti vecchi, limitati e non al passo con i tempi. Venditori da coltello con i denti a vendere a freddo e pensare che è la crisi che li ha completamente limitati. Negozi, agenzie e uffici commerciali che sperano che sia il cliente a notarli. Posso dirti una cosa?. Al cliente che esisti non gli può fregare di meno. Per lui sei uno come tanti e sulla base emozionale se non percepisce la tua reputazione ti considera uno dei tanti. Ti faccio una domanda. Se dovessi andare a un matrimonio ci vai con un vestito elegante oppure con un vestito fatto di buste della spazzatura?. Credo che vorresti andarci elegante (se hai risposto il contrario sei un barbone!), ma la dura realtà è che il tuo cliente ti vede con le buste della spazzatura addosso. Il cliente è furbo, pragmatico e conosce il tuo settore meglio di te!. Credi di no?. Qualche anno fa non esisteva internet, ed ora con Google puoi sapere tutto in pochi secondi. Ti ricordi il Blockbuster? Negozio di noleggio e vendita homevideo che nei primi anni 2000 ancora funzionava. Tu andavi dentro questo grosso centro, pieno di cordialissimi ragazzi, e affittavi per tre giorni una videocassetta per circa 8000 lire o 4,13 euro. Blockbuster è fallita per la scarsa capacità di innovarsi! Oggi apriresti un negozio di videocassette?

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Stesso esempio per le foto con il rullino da parte di Kodak. Un’azienda storica che non ha avuto la capacità di innovarsi e con l’avvento del digitale, stampanti 3D, telefonini, si è schiantata al suolo ed è fallita. Apriresti un negozio di rullini e sviluppo foto a rullino?

Questo per farti capire che molte persone che conosco ragionano ancora come se vendessero videocassette e rullini e pensano di non fallire. Come puoi dare la colpa alla crisi e basta?. Il cliente evolve e deve avere la percezione del cambiamento in te. Adesso sei al bivio! O pensi di cambiare e adattarti all’evoluzione o ti estingui come i dinosauri. E non pensare che gli altri ti consolano, anzi uno in meno! Io sinceramente odio chi si piange addosso e spera che arrivino gli aiuti dal cielo. Continui lamentii e intanto il tempo passa. La cosa più sconcertante, dopo la velocità e capacità di adattamento, è l’utilizzo del tempo utile. Come è possibile che parecchie persone lavorano almeno 160/180 ore (se lavori di più sei uno schiavo della società) al mese e impiegano solo il 18% del loro tempo a produrre il fatturato che percepiscono. Il resto lo impiegano a fare azioni che potrebbe fare una persona al posto loro. Ti do un consiglio. Investi su te stesso!

LEGGI L’ARTICOLO “VENDITORE DI SERIE A”? CLICCA QUI

Utilizza parte del tuo tempo a pianificare strategie, obiettivi e azioni utili. Il resto del tuo tempo fallo fare a persone facilmente sostituibili che impiegano la totalità del loro tempo a fare azioni ripetute (es. telefoniste). Solo così sarai libero di pensare a un vero cambiamento e investire su un modello di business. Se non ci credi e pensi che siano tutte boiate quelle che ho scritto, domandati il perché ad ora ancora sei scontento e con pochi risultati. Se invece pensi di migliorare, benvenuto a bordo. Il cambiamento abbia inizio! Coloro che parlano male dei tuoi risultati sono i dinosauri della società, criticano te per coprire i loro fallimenti. Good luck!

 

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TOP MANAGER, NO GRAZIE!

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Pensi che il tuo lavoro è obsoleto in un mercato che è in continuo mutamento? Hai passato un’intera vita a fare sempre le stesse cose, mentre il tempo ti ha logorato l’inventiva, la voglia di costruire qualcosa di nuovo e di innovare il tuo essere. Sei stato sbattuto fuori senza preavviso e i risultati non arrivano? Stai perdendo tempo in inutili chiacchiere preoccupandoti più di trovare scuse invece di agire? Magari il tuo lavoro si è estinto e devi necessariamente costruirlo uno nuovo e adatto all’ecosistema a cui appartieni. Altrimenti mi dispiace dirtelo, ma sei destinato a non farcela. Al giorno d’oggi non basta più l’impegno per fare business, ma la capacità di fare strategia! A volte l’ambiente può distruggerti e per la paura di non cambiare fai passare i tuoi anni, pensando che qualcosa cambi, fino a che arriva un giorno in cui è troppo tardi per cambiare. Cosa aspetti a compiere il primo passo invece di giudicare quanto è ingiusto il mondo?

Per onestà intellettuale, devo dire che ho incontrato molte persone abili. efficienti e molto preparati. Ma il buon 90% dei manager cura benissimo il fallimento piuttosto che il proprio successo. Fai parte di quel 10%? Se si interrompi la lettura.

Stai continuando a leggere? Vuol dire che fai parte dei falliti del 90%. I cosidetti manager a sconto! Buona lettura!

Non importa quanto il vostro prodotto sia innovativo/efficiente/economico, la vostra sola esistenza è una grandissima rottura di balls.

Siete tanti, a offrire più o meno lo stesso servizio e tutti fantastici, straordinari e unici! Se dovessi ascoltare tutti questi manager non avrei il tempo nemmeno di andare in bagno! Tutti grandi guru nel proprio settore (vendita, gestione d’impresa, etc), e poi vai a stringere si arricciscono con soldi alla mano prima (quando gli va bene)…invece di lavorare a risultato step to step! Sinceramente non ho tempo da perdere dietro le inutili chiacchiere di queste persone…e voi?.

Le aziende sono fatte di persone, e le persone sono pigre, rimandano e trovano scuse pur di non fare. Se hanno già un fornitore di cui sono soddisfatte, perché dovrebbero cambiare? Un prezzo più basso non è sempre una motivazione sufficiente: vi assicuro che nessuna cifra, nessuna, ripaga la colossale rottura di balls di insegnare a un nuovo fornitore com’è la propria azienda, le sue procedure, le sue fisime, i suoi tempi… ci vogliono 6 mesi minimo. Davvero, in alcuni casi non ne vale la pena. State soffrendo di seghe mentali acute!

Sì, quello che ho scritto è contrario a qualsiasi logica del mercato e della concorrenza, ma è la verità.

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Quello che fate è davvero comprensibile per una, massimo due persone in azienda, che di solito sono gli specialisti di qualcosa (io), ma sfortunatamente questa persona non avrà potere decisionale sugli investimenti. Voi lo sapete, perciò partite in grande scrivendo all’amministratore delegato, al direttore marketing, e, se siete molto ottusi, al direttore PR,  che capiranno il 10% della vostra mail.

Al 90% la cestineranno, nel restante 10% dei casi la inoltreranno a qualcun altro che al 90% la cestinerà. Avete perso e siete destinati a sprofondare in un mare di m….

Se qualcuno all’interno dell’azienda spende del tempo a rispondervi, anche un cortese “No, grazie.” non rispondete rilanciando con altre proposte o insistendo. E, soprattutto, MAI MAI MAI! chiamare immediatamente il numero di telefono della persona che vi ha risposto. Vi odierà all’istante per l’invasione del suo spazio vitale. Io vi odio. Questa è la ragione principale per la quale non si risponde alle mail. La seconda è la maleducazione, ma la prima è quanto sopra. Non vogliamo rilanci.

Se invece ottenete un incontro, sproloquiare per due ore è offensivo nei confronti di chi vi ascolta. Una volta, un account si scusò perché il nostro incontro era durato più di 45 minuti. Imparate e taratevi. Le persone importanti hanno poco tempo da dedicarvi…il resto è fuori target!

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Se, fortunatamente, riuscite a fissare un incontro, non importa quanto gerarchizzata e burocratizzata sia la vostra azienda, presentarsi in più di 2, magari non annunciati, è un attacco frontale. E, se nella vostra azienda il personale cambia ogni 6 mesi, ma il vostro prodotto no, non ce ne fotte una beata maz.. di incontrarvi solo per fare due chiacchere e conoscere il nuovo arrivato. Un consiglio…evitate di contattare a freddo le aziende…è la più grossa stronz..a che potete fare. Solo referrals calde refenziate e non, il resto è un attacco a perder tempo e a collezionare dei bei no. A meno che non giocate al giochino dell’imbuto online, catturando con delle pagine online cattura nomi le persone, in cambio di un regalo. Si chiama nurturing…cioè scaldate il vostro futuro cliente. Questo funziona. Altrimenti sonolo profili caldi sul territorio!

La gente non ha molto tempo, né attenzione: se volete rendere efficienti quei pochi minuti in cui si decide tutto e niente, partite preparati su chi state incontrando. Su internet si trovano tutte le informazioni che volete. Sappiate almeno che cosa produce, se fa bulloni o pantofole. Essere preparati è tutto…non lo sapete fare? Siete fuori!. Portate degli esempi concreti di progetti realizzati per aziende simili. Se volete stupire, portate il vostro migliore progetto….e non rispolverando il fatto di come siete bravi e bla bla bla…ma obiettivi chiari, un metodo per punti e gli output che volete portarvi a casa!

Qualsiasi sia il vostro parere personale sul nostro prodotto, tenetevelo per voi. Le leccate di culo si riconoscono a distanza. Se vi fa schifo, il silenzio è meglio dell’insulto, a casa dell’ospite.

Siate preparati sul progetto che volete proporre, sembra scontato, ma vale la pena di ribadirlo. Mi è stato detto: “Vi manderò la presentazione non appena pronta.” “Potrete vedere il nuovo sito su cui vi propongo di comprare la pubblicità dopo che sarà andato on line.” ..mosse da pivello e vi sbattono fuori con due calci nel beneamato! 

Se volete lavorare con le aziende del lusso, imparate cos’è il lusso. Se volete lavorare con veri manager, comportatevi da veri manager. Se volete fare business, evitate di concentrarvi solo su un particolare di un intero mosaico. Dovete essere top manager!

Le aziende pensano sempre di essere migliori di quello che sono, ma anche voi due informazioni sui principali competitors le potete anche cercare!

Esempio di vita vera vissuta:

“Lavoriamo con diverse aziende del lusso come voi.”
“Tipo?”
“Beh…” pausa infinita…”. Siete fuori!”

Siete venuti a fare gli sboroni su quanto siete bravi. Dimostratelo. Conosco una serie di professionisti che non fanno ottenere risultati e pretendono soldi su soldi per un lavoro mediocre. Ma le soluzioni e i risultati dove sono? E se vi pagassero a risultato che fareste? La gran parte si estinguerebbe e quindi…fuori!

Come si misura un progetto di successo?

Dai click, dalle visite a un sito, dalle richieste pervenute a un customer service, da quanto se ne è parlato in rete o sul territorio… servono numeri, concreti, parlanti. Le persone devono vedervi come un punto di riferimento e leader del settore di appartenenza. Chi di voi prova prova invidia su varie situazioni o persone…prima deve raggiungere i risultati che hanno ottenuto le persone che critica e poi può parlare. Prima di allora. Silenzio!!!

“E’ andato molto bene” non è un indice affidabile. Se i dati non possono essere diffusi, per ovvi motivi di privacy, date delle percentuali, dei parametri di paragone, dateci qualcosa, insomma, per poter giustificare davanti all’azienda il fatto che vogliamo investire dei soldi su di voi. E no, la fiducia non basta, pensate un po’.

Vuoi fiducia? Porta i numeri, il resto è noia!

Se dopo una telefonata, una mail, un incontro conoscitivo nessuno si fa vivo, CAPITELO. Non continuate a insistere. L’azienda non è interessata a voi, al vostro servizio. Magari non è ancora pronta, magari non vuole cambiare fornitore, magari gli state sulle palle proprio voi. Magari è semplicemente maleducata o presuntuosa. Fatevene una ragione. Siate adulti! Non costringete le persone al balletto “chiami tra sei mesi”. Io dico espressamente “No guardi, non ci interessa”, ma non tutti lo fanno. Sapete perchè? Qualsiasi manager dovrebbe sapere che esiste un pre-accordo anche in un semplice appuntamento. Il cliente gioca alle tue regole, altrimenti siete solo un burattino nelle sue mani. Le aziende comprano solo se percepiscono un interesse in quello che state presentando. Se un giorno l’azienda dovesse cambiare idea, si rifarà viva lei stessa…caso rarissimo….quindi…avete perso! Raccoglierà la concorrenza sicuramente!

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Un ultima cosa…quello che valete è direttamente proporzionale a quanto guadagnate. Quindi se guadagnate poco nel marketing, valete poco. Quindi c’è qualcosa nel vostro metodo che non funziona. Magari non siete strutturati nel marketing, nelle vendite, etc. Offeso? Ma è così. Quindi passerete il vostro lavoro ad accettare lavori di poco conto che non desiderate, pur dimostrare quanto valete….in relatà state vivendo una vita a “sconto”. Vivere a sconto preclude non avere ambizioni e desideri, ma solo essere a disposizione degli altri e prostrarvi a 90 gradi con chi vi tratta come un cretino.

Dopo tutte queste considerazioni non è l’ora di alzare il beneamato, imparare a dire di no e costruire un vero è proprio metodo di business con passi definiti e differenzianti dalla massa? Altrimenti il tempo passa e arriverà un giorno in cui sei fuori per sempre! Comincia da ora a essere un idolo del business!

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55 SECONDI

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A volte servono 55 secondi per capire che tipo di direzione vuoi intraprendere. Magari passi una vita o del tempo a decidere cosa fare della tua vita e del tuo lavoro, fino al momento in cui è troppo tardi. Siamo troppo ancorati a rimanere nella posizione di partenza per la paura di soffrire e questo ci porta a non cambiare per il nostro bene e piacere. Per fare qualcosa al giorno d’oggi è impensabile, soprattutto se sei un venditore, farlo a stipendio. Vuoi un risultato? Alza il tuo “standard” e comincia prima di tutto a comunicare con le persone che sono intorno a te! Come puoi pensare di ottenere qualcosa se sei te il primo a pensare ad un tuo insuccesso?. Troppe volte si pensa di dover cambiare qualcosa, ma di non fare niente per ottenere un successo. È molto più facile starsene consapevoli con un dolore, per paura di compiere passi falsi, che intraprendere con slancio un risultato diverso dalla solita “storia”. Qui sta la differenza!

Quanto vali all’ora? Quanto vorresti valere all’ora? Ti rendi conto che questa distanza monetaria nel tuo business determina la tua insoddisfazione e soprattutto una grande frustrazione? Come puoi migliorare? Costruendo la porta per il tuo futuro con determinazione e passione! Come si fa? E’ più semplice di quanto puoi pensare! Altrimenti puoi decidere di trascorrere la tua vita pensando di distruggere qualsiasi tuo sogno!

Leggi l’articolo sul dolore e piacere clicca qui

Premetto che essere ricchi è direttamente proporzionale alla qualità di vita che hai ovvero al tempo libero che possiedi! Puoi guadagnare milioni di euro e non avere un minuto libero per le tue passioni. Ecco questo non è essere ricchi. Essere ricchi vuol dire godersi al pieno il proprio tempo tra le proprie passioni e massimizzare il tuo guadagno in proporzione ad un tempo lavorativo efficiente per il proprio stile di vita! Tutti abbiamo la possibilità di migliorare la qualità della nostra vita, sia in ambito personale che professionale. Molto frequentemente ci poniamo dei limiti per la scarsa fiducia che abbiamo in noi stessi e altre volte perchè non abbiamo gli strumenti idonei per andare avanti. Quante volte abbiamo il potenziale, ma ci arrendiamo perchè pensiamo che non è possibile? Quante volte rimandiamo decisioni accontentandoci delle nostre abitudini? Quante volte stiamo male per paura di cambiare? Quante volte vuoi rimandare in questa breve vita? Eppure possiamo cambiare! Possiamo cambiare abitudini, comportamenti, modi di pensare e modi di essere. Possiamo evolverci, crescere e diventare persone migliori. Possiamo prendere il controllo della nostra vita, piuttosto che essere controllati. Possiamo superare i limiti che ci siamo imposti nella nostra mente. Siamo molto di più di ciò che crediamo di essere, potremmo fare molto di più di ciò che facciamo, avere molto di più di quel che abbiamo e dare molto di più di ciò che diamo. Dobbiamo solo tirar fuori la motivazione che è dentro ognuno di noi!

Sarò ben lieto di darti dei consigli su te stesso e la tua attività. Scrivimi!!!

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LA DIFFERENZA DEI 5 PASSI

Frau geht entlang des StrandesTutto quello che ho ottenuto nella mia vita è il frutto di una pianificazione. Questo non significa che non mi è capitato niente di spontaneo, bensì che mi sia sempre molto ben chiaro in che direzione voglio tendere. Gli studi dimostrano che  raggiungere gli obiettivi fa la differenza nella realizzazione del proprio successo, e le vite dei grandi uomini della storia lo dimostrano. Perciò, qualsiasi cosa vuoi raggiungere, devi assolutamente avere dei traguardi; ma come li pianifichi può determinare una grande differenza.

I 5 passi per cambiare:

– Scrivi obiettivi abbastanza attraenti e specifici da farti alzare al letto la mattina;

– Concentrati su ciò che vuoi veramente e fallo unicamente per il benessere personale e degli altri;

– Accertati che i tuoi obiettivi riguardano solamente te;

– Suddividi gli obiettivi per fasi temporali in modo da rendere più facile metterli in pratica;

– Abituati all’azione… non è necessario vedere l’intera scala, basta fare il primo gradino!.

I 5 passi per non cambiare:

– Non alzarti dal letto la mattina e se proprio devi farlo…vivi alla giornata sperando nella buona sorte;

– Bada molto al giudizio degli altri e se qualcosa non va nel verso giusto è un tuo diritto piangerti addosso, attribuisci la colpa all’esterno, invidia il prossimo, pensa che tutto è contro di te, giudica quello che accade e pensa che nessuno ti capisce;

– Attendi molto nel decidere di cambiare. Se poi decidi di fare qualcosa di diverso, pensa al rischio che potresti correre!. Un dolore certo che ti fa star poco bene (es. l’ambiente che stai vivendo, etc) in cambio di un possibile dolore ancor più forte o addirittura un piacere! Il rischio è enorme e non cambiare ti permette di andare avanti senza rischiare un possibile insuccesso!;

– Continua a fare le cose di ogni giorno. Non cambiare le abitudini anche se ci stai male, intanto non dipende da te, ma dall’ambiente che ti circonda;

– Non ripetere le azioni giornalmente perché potresti illuderti di riuscire. Se poi sbagli ti è permesso dire: “Lo avevo detto io!”. Devi essere discontinuo e compiere le azioni solo quando te la senti e rimandandole a tuo piacimento. Così avrai una scusa se non riesci per incolpare qualcuno….com’è giusto che sia!.

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Quale dei due passi scegli? In quali dei due passaggi ti riconosci?

Devi sapere che le persone cambiano solo e unicamente quando il dolore è talmente forte da spingerle a cambiare in attesa di un piacere. Ti è mai capitato di smettere di fare un’azione che in passato ripetevi spesso? Quell’azione che ti provocava tanti problemi? Ad esempio…..Hai smesso di fumare? Hai cambiato alimentazione? Hai cominciato ad avere una vita sociale? Ti ricordi cosa ti ha permesso di cambiare in passato? Quali sono state le tue azioni specifiche? E’ molto probabile che ti sei pianificato una strada che ti ha condotto a un maggiore piacere e successo personale.

Se non costringi la tua mente e il tuo corpo a credere e compiere le azioni è molto probabile che stai vivendo una vita vuota senza obiettivi! Se in questo momento stai attraversando un periodo di forte dolore e non stai cambiando direzione, è possibile che quello che stai facendo ti consuma, ma la paura di fare un passo nell’incerto ti porta a paura e stress. Vai avanti verso qualcosa che non ti faccia avere credenze limitanti su te stesso e su ciò che ti circonda. Se avverti molto il giudizio altrui e sei condizionato dall’ambiente in cui stai è molto probabile che torturi il tuo corpo e la tua mente alla disfatta e alla solitudine dei sensi.

La differenza sta in come percorri la strada dei tuoi obiettivi ogni giorno e non l’arrivo. Se avverti una forte insoddisfazione in te, è arrivato il momento di cambiare alcune cose per renderle eccellenti. Pensa a qualcosa che ti piacerebbe fare e che comporta un margine di rischio. Prenditi un po’ di tempo, qualche minuto per pensare se la decisione che stai prendendo può nuocere a te stesso e agli altri.

CLICCA QUI PER L’ARTICOLO “CREDERE PER DIVENTARE”

Se non hai risposte cerca di sforzare la tua mente a immaginare un obiettivo e azione immediata. All’inizio sarai disorientato, ma magicamente troverai tutte le risorse. Non mollare mai il tuo obiettivo, anche se sei respinto, anche davanti a mille no…vai avanti! Le lezioni che stai imparando lungo la strada ti permetteranno di migliorare. Le persone che credono in loro stesse chiamano i fallimenti: “imprevisti e grandi opportunità!”. Vedono sempre un lato positivo in ogni cosa che gli accade!.

Se ti fermi alle prime difficoltà, è molto probabile che l’idea che hai di te sia un po’ bassa. Di cosa hai bisogno per riuscire? Come puoi utilizzare quello che fai per te stesso?

Se non stai ottenendo risultati in quello che fai è molto probabile che non hai obiettivi e azioni per ottenerli. Quali sono stati i principali obiettivi che hai ottenuto l’anno passato nella tua sfera lavorativa, d’amore e di benessere? Quali sono state le azioni che ti hanno portato a un cambiamento? Non è importante il successo che hai ottenuto, ma i passi che hai fatto per progredire verso il tuo obiettivo. A volte capita di non raggiungere completamente un obiettivo, ma di averci messo tutto l’impegno passo dopo passo. E questo crea la differenza per migliorare ogni giorno!. Altre volte capita invece di starsene fermi al punto di partenza per la paura di fare un piccolo passo in avanti, perchè avvolti da mille pensieri che di concreto non hanno niente.

Tu da che parte stai? Trovi difficoltà a rispondere?

Adesso cambiamo! Scrivi 3 obiettivi da fare per il prossimo mese.

CLICCA QUI PER L’ARTICOLO “CREDERCI O RIMANDARE”

Gli obiettivi dovranno essere raggiungibili, temporali, specifici e molto attraenti. Scrivi obiettivi che ti portano a un cambiamento.

Fatto?

Adesso scrivi le azioni da fare periodicamente per raggiungere straordinariamente bene questi obiettivi. Ad esempio: “Devo mantenermi in forma. Andrò a correre tre volte a settimana ogni volta un’ora con successivi esercizi di stretching per altri venti minuti”….. “Per vendere devo fare almeno trenta telefonate al giorno parlate”…. “Per vivere in armonia e non da solo devi conoscere almeno cinque persone nuove a settimana ascoltandole, confrontandomi e accettando le critiche…scrivendomi su un taccuino tutto ciò che mi accade”…”Farò un viaggio al mese”…etc etc

Ogni volta che “rimandi” le azioni, stai facendo morire i tuoi obiettivi…! Il non adempiere ai tuoi obiettivi, al di là del risultato finale, comporta un’umiliazione verso te stesso! Ogni volta che non adempirai alle azioni programmate per ogni obiettivo, dovrai pagare una tassa di 50 euro ad azione non effettuata! Ci stai? Quanto ti costa non assolvere i tuoi obiettivi e cambiare? Se fossi in te comincerei adesso prima che sia troppo tardi e i rimorsi prendanno il sopravvento!