TOP MANAGER, NO GRAZIE!

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Pensi che il tuo lavoro è obsoleto in un mercato che è in continuo mutamento? Hai passato un’intera vita a fare sempre le stesse cose, mentre il tempo ti ha logorato l’inventiva, la voglia di costruire qualcosa di nuovo e di innovare il tuo essere. Sei stato sbattuto fuori senza preavviso e i risultati non arrivano? Stai perdendo tempo in inutili chiacchiere preoccupandoti più di trovare scuse invece di agire? Magari il tuo lavoro si è estinto e devi necessariamente costruirlo uno nuovo e adatto all’ecosistema a cui appartieni. Altrimenti mi dispiace dirtelo, ma sei destinato a non farcela. Al giorno d’oggi non basta più l’impegno per fare business, ma la capacità di fare strategia! A volte l’ambiente può distruggerti e per la paura di non cambiare fai passare i tuoi anni, pensando che qualcosa cambi, fino a che arriva un giorno in cui è troppo tardi per cambiare. Cosa aspetti a compiere il primo passo invece di giudicare quanto è ingiusto il mondo?

Per onestà intellettuale, devo dire che ho incontrato molte persone abili. efficienti e molto preparati. Ma il buon 90% dei manager cura benissimo il fallimento piuttosto che il proprio successo. Fai parte di quel 10%? Se si interrompi la lettura.

Stai continuando a leggere? Vuol dire che fai parte dei falliti del 90%. I cosidetti manager a sconto! Buona lettura!

Non importa quanto il vostro prodotto sia innovativo/efficiente/economico, la vostra sola esistenza è una grandissima rottura di balls.

Siete tanti, a offrire più o meno lo stesso servizio e tutti fantastici, straordinari e unici! Se dovessi ascoltare tutti questi manager non avrei il tempo nemmeno di andare in bagno! Tutti grandi guru nel proprio settore (vendita, gestione d’impresa, etc), e poi vai a stringere si arricciscono con soldi alla mano prima (quando gli va bene)…invece di lavorare a risultato step to step! Sinceramente non ho tempo da perdere dietro le inutili chiacchiere di queste persone…e voi?.

Le aziende sono fatte di persone, e le persone sono pigre, rimandano e trovano scuse pur di non fare. Se hanno già un fornitore di cui sono soddisfatte, perché dovrebbero cambiare? Un prezzo più basso non è sempre una motivazione sufficiente: vi assicuro che nessuna cifra, nessuna, ripaga la colossale rottura di balls di insegnare a un nuovo fornitore com’è la propria azienda, le sue procedure, le sue fisime, i suoi tempi… ci vogliono 6 mesi minimo. Davvero, in alcuni casi non ne vale la pena. State soffrendo di seghe mentali acute!

Sì, quello che ho scritto è contrario a qualsiasi logica del mercato e della concorrenza, ma è la verità.

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Quello che fate è davvero comprensibile per una, massimo due persone in azienda, che di solito sono gli specialisti di qualcosa (io), ma sfortunatamente questa persona non avrà potere decisionale sugli investimenti. Voi lo sapete, perciò partite in grande scrivendo all’amministratore delegato, al direttore marketing, e, se siete molto ottusi, al direttore PR,  che capiranno il 10% della vostra mail.

Al 90% la cestineranno, nel restante 10% dei casi la inoltreranno a qualcun altro che al 90% la cestinerà. Avete perso e siete destinati a sprofondare in un mare di m….

Se qualcuno all’interno dell’azienda spende del tempo a rispondervi, anche un cortese “No, grazie.” non rispondete rilanciando con altre proposte o insistendo. E, soprattutto, MAI MAI MAI! chiamare immediatamente il numero di telefono della persona che vi ha risposto. Vi odierà all’istante per l’invasione del suo spazio vitale. Io vi odio. Questa è la ragione principale per la quale non si risponde alle mail. La seconda è la maleducazione, ma la prima è quanto sopra. Non vogliamo rilanci.

Se invece ottenete un incontro, sproloquiare per due ore è offensivo nei confronti di chi vi ascolta. Una volta, un account si scusò perché il nostro incontro era durato più di 45 minuti. Imparate e taratevi. Le persone importanti hanno poco tempo da dedicarvi…il resto è fuori target!

LEGGI L’ARTICOLO “VENDITORE DI SERIE A”? CLICCA QUI

Se, fortunatamente, riuscite a fissare un incontro, non importa quanto gerarchizzata e burocratizzata sia la vostra azienda, presentarsi in più di 2, magari non annunciati, è un attacco frontale. E, se nella vostra azienda il personale cambia ogni 6 mesi, ma il vostro prodotto no, non ce ne fotte una beata maz.. di incontrarvi solo per fare due chiacchere e conoscere il nuovo arrivato. Un consiglio…evitate di contattare a freddo le aziende…è la più grossa stronz..a che potete fare. Solo referrals calde refenziate e non, il resto è un attacco a perder tempo e a collezionare dei bei no. A meno che non giocate al giochino dell’imbuto online, catturando con delle pagine online cattura nomi le persone, in cambio di un regalo. Si chiama nurturing…cioè scaldate il vostro futuro cliente. Questo funziona. Altrimenti sonolo profili caldi sul territorio!

La gente non ha molto tempo, né attenzione: se volete rendere efficienti quei pochi minuti in cui si decide tutto e niente, partite preparati su chi state incontrando. Su internet si trovano tutte le informazioni che volete. Sappiate almeno che cosa produce, se fa bulloni o pantofole. Essere preparati è tutto…non lo sapete fare? Siete fuori!. Portate degli esempi concreti di progetti realizzati per aziende simili. Se volete stupire, portate il vostro migliore progetto….e non rispolverando il fatto di come siete bravi e bla bla bla…ma obiettivi chiari, un metodo per punti e gli output che volete portarvi a casa!

Qualsiasi sia il vostro parere personale sul nostro prodotto, tenetevelo per voi. Le leccate di culo si riconoscono a distanza. Se vi fa schifo, il silenzio è meglio dell’insulto, a casa dell’ospite.

Siate preparati sul progetto che volete proporre, sembra scontato, ma vale la pena di ribadirlo. Mi è stato detto: “Vi manderò la presentazione non appena pronta.” “Potrete vedere il nuovo sito su cui vi propongo di comprare la pubblicità dopo che sarà andato on line.” ..mosse da pivello e vi sbattono fuori con due calci nel beneamato! 

Se volete lavorare con le aziende del lusso, imparate cos’è il lusso. Se volete lavorare con veri manager, comportatevi da veri manager. Se volete fare business, evitate di concentrarvi solo su un particolare di un intero mosaico. Dovete essere top manager!

Le aziende pensano sempre di essere migliori di quello che sono, ma anche voi due informazioni sui principali competitors le potete anche cercare!

Esempio di vita vera vissuta:

“Lavoriamo con diverse aziende del lusso come voi.”
“Tipo?”
“Beh…” pausa infinita…”. Siete fuori!”

Siete venuti a fare gli sboroni su quanto siete bravi. Dimostratelo. Conosco una serie di professionisti che non fanno ottenere risultati e pretendono soldi su soldi per un lavoro mediocre. Ma le soluzioni e i risultati dove sono? E se vi pagassero a risultato che fareste? La gran parte si estinguerebbe e quindi…fuori!

Come si misura un progetto di successo?

Dai click, dalle visite a un sito, dalle richieste pervenute a un customer service, da quanto se ne è parlato in rete o sul territorio… servono numeri, concreti, parlanti. Le persone devono vedervi come un punto di riferimento e leader del settore di appartenenza. Chi di voi prova prova invidia su varie situazioni o persone…prima deve raggiungere i risultati che hanno ottenuto le persone che critica e poi può parlare. Prima di allora. Silenzio!!!

“E’ andato molto bene” non è un indice affidabile. Se i dati non possono essere diffusi, per ovvi motivi di privacy, date delle percentuali, dei parametri di paragone, dateci qualcosa, insomma, per poter giustificare davanti all’azienda il fatto che vogliamo investire dei soldi su di voi. E no, la fiducia non basta, pensate un po’.

Vuoi fiducia? Porta i numeri, il resto è noia!

Se dopo una telefonata, una mail, un incontro conoscitivo nessuno si fa vivo, CAPITELO. Non continuate a insistere. L’azienda non è interessata a voi, al vostro servizio. Magari non è ancora pronta, magari non vuole cambiare fornitore, magari gli state sulle palle proprio voi. Magari è semplicemente maleducata o presuntuosa. Fatevene una ragione. Siate adulti! Non costringete le persone al balletto “chiami tra sei mesi”. Io dico espressamente “No guardi, non ci interessa”, ma non tutti lo fanno. Sapete perchè? Qualsiasi manager dovrebbe sapere che esiste un pre-accordo anche in un semplice appuntamento. Il cliente gioca alle tue regole, altrimenti siete solo un burattino nelle sue mani. Le aziende comprano solo se percepiscono un interesse in quello che state presentando. Se un giorno l’azienda dovesse cambiare idea, si rifarà viva lei stessa…caso rarissimo….quindi…avete perso! Raccoglierà la concorrenza sicuramente!

LEGGI L’ARTICOLO “HAI DECISO CARO CLIENTE?”. CLICCA QUI!

Un ultima cosa…quello che valete è direttamente proporzionale a quanto guadagnate. Quindi se guadagnate poco nel marketing, valete poco. Quindi c’è qualcosa nel vostro metodo che non funziona. Magari non siete strutturati nel marketing, nelle vendite, etc. Offeso? Ma è così. Quindi passerete il vostro lavoro ad accettare lavori di poco conto che non desiderate, pur dimostrare quanto valete….in relatà state vivendo una vita a “sconto”. Vivere a sconto preclude non avere ambizioni e desideri, ma solo essere a disposizione degli altri e prostrarvi a 90 gradi con chi vi tratta come un cretino.

Dopo tutte queste considerazioni non è l’ora di alzare il beneamato, imparare a dire di no e costruire un vero è proprio metodo di business con passi definiti e differenzianti dalla massa? Altrimenti il tempo passa e arriverà un giorno in cui sei fuori per sempre! Comincia da ora a essere un idolo del business!

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

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55 SECONDI

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A volte servono 55 secondi per capire che tipo di direzione vuoi intraprendere. Magari passi una vita o del tempo a decidere cosa fare della tua vita e del tuo lavoro, fino al momento in cui è troppo tardi. Siamo troppo ancorati a rimanere nella posizione di partenza per la paura di soffrire e questo ci porta a non cambiare per il nostro bene e piacere. Per fare qualcosa al giorno d’oggi è impensabile, soprattutto se sei un venditore, farlo a stipendio. Vuoi un risultato? Alza il tuo “standard” e comincia prima di tutto a comunicare con le persone che sono intorno a te! Come puoi pensare di ottenere qualcosa se sei te il primo a pensare ad un tuo insuccesso?. Troppe volte si pensa di dover cambiare qualcosa, ma di non fare niente per ottenere un successo. È molto più facile starsene consapevoli con un dolore, per paura di compiere passi falsi, che intraprendere con slancio un risultato diverso dalla solita “storia”. Qui sta la differenza!

Quanto vali all’ora? Quanto vorresti valere all’ora? Ti rendi conto che questa distanza monetaria nel tuo business determina la tua insoddisfazione e soprattutto una grande frustrazione? Come puoi migliorare? Costruendo la porta per il tuo futuro con determinazione e passione! Come si fa? E’ più semplice di quanto puoi pensare! Altrimenti puoi decidere di trascorrere la tua vita pensando di distruggere qualsiasi tuo sogno!

Leggi l’articolo sul dolore e piacere clicca qui

Premetto che essere ricchi è direttamente proporzionale alla qualità di vita che hai ovvero al tempo libero che possiedi! Puoi guadagnare milioni di euro e non avere un minuto libero per le tue passioni. Ecco questo non è essere ricchi. Essere ricchi vuol dire godersi al pieno il proprio tempo tra le proprie passioni e massimizzare il tuo guadagno in proporzione ad un tempo lavorativo efficiente per il proprio stile di vita! Tutti abbiamo la possibilità di migliorare la qualità della nostra vita, sia in ambito personale che professionale. Molto frequentemente ci poniamo dei limiti per la scarsa fiducia che abbiamo in noi stessi e altre volte perchè non abbiamo gli strumenti idonei per andare avanti. Quante volte abbiamo il potenziale, ma ci arrendiamo perchè pensiamo che non è possibile? Quante volte rimandiamo decisioni accontentandoci delle nostre abitudini? Quante volte stiamo male per paura di cambiare? Quante volte vuoi rimandare in questa breve vita? Eppure possiamo cambiare! Possiamo cambiare abitudini, comportamenti, modi di pensare e modi di essere. Possiamo evolverci, crescere e diventare persone migliori. Possiamo prendere il controllo della nostra vita, piuttosto che essere controllati. Possiamo superare i limiti che ci siamo imposti nella nostra mente. Siamo molto di più di ciò che crediamo di essere, potremmo fare molto di più di ciò che facciamo, avere molto di più di quel che abbiamo e dare molto di più di ciò che diamo. Dobbiamo solo tirar fuori la motivazione che è dentro ognuno di noi!

Sarò ben lieto di darti dei consigli su te stesso e la tua attività. Scrivimi!!!

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C’ERA UNA VOLTA IL NEGOZIO (E C’È ANCORA)

AL TEMPO DELLE BOTTEGHE DI QUARTIERE, LA VENDITA SI GIOCAVA SUL RAPPORTO CON IL CLIENTE. ANCHE OGGI LA PERCEZIONE DEL SERVIZIO DETERMINA L’ACQUISTO. PAROLA D’ORDINE, QUINDI: ATTEGGIAMENTO, ANZI “SELLING ATTITUDE”

Oggi il punto vendita è un luogo di massima esplorazione. Il consumatore deve provare, vedere e sentire, con la logica di essere partecipe in prima persona e di avere la capacità e l’esperienza di esprimere un giudizio.

Ai tempi dei nostri nonni la vendita al dettaglio era focalizzata sulla comunicazione di maggiori informazioni da parte del personale del negozio per l’acquisto di un prodotto. Oggi il consumatore, aiutato soprattutto dal mondo informatico, riesce ad avere in tempi brevissimi qualsiasi informazione e il personale di un qualsiasi punto vendita dovrebbe, in teoria, accompagnare la vendita all’acquisto del bene.

La dimensione relazionale ha quindi un impatto fondamentale sul processo d’acquisto, sulla base sempre di propri valori, passioni e interessi. Quanto più i nostri atteggiamenti e valori personali sono simili a quelli del nostro interlocutore, tanto più aumentano le probabilità di chiudere una vendita. Ma il nostro comportamento è dettato dal nostro atteggiamento, mentre i nostri valori sono lo specchio delle nostre convinzioni.

  1. Il cambiamento del mercato

Negli ultimi anni le strutture di vendita al dettaglio hanno subìto cambiamenti espressivi tecnologici soprattutto legati alla continua mutazione delle condizioni di mercato. Il consumatore ha modificato radicalmente le proprie abitudini, non solo con riferimento al potere d’acquisto. L’avvento dei centri commerciali è una delle trasformazioni più importanti, con la soddisfazione dei bisogni al consumo e la realizzazione di un desiderio cognitivo legato al concetto della famiglia e dell’aggregazione in funzione del tempo. Il centro commerciale, agglomerato di vari negozi al suo interno, ha evidenziato la capacità di attirare clienti da distanze maggiori rispetto al classico negozio di quartiere, con il vantaggio di avere più servizi e beni a disposizione.

  1. Le relazioni personali si contraggono

In secondo luogo, il mondo retail ha conosciuto negli ultimi anni una forte contrazione nelle relazioni personali.

Prima la scarsa informazione del cliente esprimeva un elemento fondamentale nella vendita del prodotto: la passione. La bottega di paese era un luogo d’incontro, dove s’instaurava la relazione con il cliente, i tempi erano molto più lenti e la voglia di conoscersi una priorità. Si tendeva a focalizzarsi sulla persona e non sul processo d’acquisto, con lo scopo di instaurare un buon rapporto.

Ricordiamoci che il consumatore è coinvolto nel processo d’acquisto quando ha la giusta motivazione verso un bisogno insoddisfatto. Qualsiasi persona, se non assolve un bisogno ricercato, va in frustrazione finché non trova soluzione al problema.

Alcuni bisogni sono strettamente necessari e altri meno indispensabili. In ogni caso il consumatore è motivato quando è alto il coinvolgimento nel ricercare tutte le informazioni sul bene, al fine di completare il bisogno d’acquisto finale. L’atteggiamento del consumatore cognitivo, affettivo e comportamentale determina il processo decisionale d’acquisto.

Perché l’atteggiamento in negozio conta…

Immaginiamo che il consumatore abbia tutte le informazioni necessarie per l’acquisto del prodotto. Perché una vendita fallisce? Dipende dalla mancanza di “selling attitude”, del giusto atteggiamento di vendita.

Il top management affida troppo spesso al personale le strategie commerciali e di gestione dei punti vendita, senza fare attenzione alla formazione dello stesso. Di conseguenza i processi e le procedure aziendali vengono recepite dal personale secondo un ordine di efficienza produttivo mentale a volte scarso, e si avranno un profilo di bassa leadership, bassa produttività e scarsa propensione al risultato rispetto all’ottimo. In questo modo si crea un divario tra i comparti aziendali per l’assenza di comunicazione e di trasparenza delle informazioni: il personale del punto vendita, non avendo le giuste informazioni, distorce le procedure aziendali, il più delle volte inesistenti o parziali, con il risultato di una gestione del punto vendita e dei clienti insufficiente.

… e anche la formazione del personale

Oggi, insomma, non basta saper gestire discretamente il proprio lavoro nella filiale, ma dobbiamo saper far fronte ai vantaggi competitivi che ci possono differenziare dai concorrenti con il giusto atteggiamento nella vendita.

La formazione da parte del responsabile di un punto vendita nei confronti del personale è il più delle volte insufficiente, con obiettivi e azioni settimanali poco lineari e la conseguenza di operazioni di routine eseguite non in modo ottimale. Il più delle volte il personale non possiede lucidità e conoscenza. Conoscenza di cosa? Dei numeri di controllo di gestione e commerciale del punto vendita; delle rotazioni dei beni per venduto settimanale e a margine; dei piani camion, che non vengono redatti “ad hoc” per ogni personale; dei fatturati di filiale con conseguenti costi aggiuntivi; delle tecniche di ordine e riordino delle merci, spesso messe in atto casualmente, con acquisti di quantità eccessive rispetto alla vendita o rottura di stock delle merci.

Potremmo andare avanti a lungo, parlando anche di calcoli sbagliati da parte del personale sugli indici di produttività quando presenti, o di mancata conoscenza dei dati inventariali periodicamente…

È come avere cervelli che non pensano, persone operative che non sanno il perché delle loro azioni.

Chiaramente tutto questo conduce a un atteggiamento di scarsa attenzione al cliente e a scarse vendite.

È necessario, invece, rendere uniforme la formazione e l’informazione tra i vari livelli gerarchici per costruire una squadra senza disfunzioni, rendere il personale promotore del punto vendita e fidelizzare la clientela con strategie di comunicazione e di differenziazione efficaci. Così migliorano anche le relazioni con collaboratori e clienti, e si promuove una cultura del lavoro positiva, che definisce l’identità e l’autostima di ciascuno. In più si crea un equilibrio di ruoli, competenze e responsabilità e ci si aiuta reciprocamente, con maggiore coinvolgimento, affidabilità e responsabilità nelle varie mansioni. Il personale sarà pronto al cambiamento, a mettersi in gioco e a confrontarsi reciprocamente in ogni situazione.

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La selling attitude è importante per il cliente

La realtà identifica in molti negozi retail il mediocre atteggiamento sulla vendita, con la conseguente perdita di fatturato e di clienti. La comunicazione poco persuasiva e la poca sensibilità nel processo d’acquisto rendono incoerente la differenza tra il valore atteso e quello percepito all’acquisto del prodotto.

Il punto vendita, sempre più in lotta con i fatturati, i margini e la produttività, fa sì che il personale sia sempre meno qualificato, i tempi sempre più rapidi e la gestione sempre più superficiale, a discapito del servizio.

La scelta di un punto vendita deve essere fatta sulla base della presenza di personale competente, che genera rapporto con il cliente, atmosfera, facile accessibilità e classi merceologiche qualitative. Il consumatore cerca infatti nell’acquisto

uno stimolo multisensoriale e di esperienza. I punti vendita sfruttano le ambientazioni coinvolgenti per trattenere il consumatore più tempo possibile. Gli strumenti multisensoriali sono il fattore di differenziazione rispetto agli strumenti classici del retailing mix, e il personale di un punto vendita deve essere in grado di approcciare il cliente senza perdere l’acquisto, anzi aumentando il valore del punto vendita.

Il personale formato con il giusto atteggiamento di vendita sarà promotore del proprio ruolo e dell’insegna retail, perché avrà consapevolezza nel “vendersi”, nel comunicare e nel fidelizzare il cliente sui suoi bisogni d’acquisto, generando una maggior produttività e una maggiore facilità nel rispondere a qualsiasi dubbio o obiezione gli vengano presentati dal cliente.

tre_frecce_rosse_animateARTICOLO APRO UN NEGOZIO PRELIMINARI CLICCA QUI

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IL MITO DELLO STORE MANAGER

Se sei all’inizio come store manager evita i seguenti sbagli:

1) Mancanza di selling attitude ovvero atteggiamento di vendita…se entra un cliente accoglilo immediatamente con un sorriso e suupportalo…crea rapporto e vendita!;

2) Ordine merce casuale: calcolo casuale delle frequenze d’acquisto e di riordino;

3) Gestione degli stock a scaffale non corretta per spazio, profondità, giacenza e rotazione;

4) Produttività del personale non esatta rispetto al fatturato e ai compiti logistici (es. piano camion) e commerciali (es.commissionamento in giorni/ore a flusso eccessivo di clientela);

5) Un calcolo dei delta inventariali a fine anno!!!!!!!;

6) Controllo discontinuo dell’esposizione, ordine e esattezza dei prezzi sia a scaffale che in isola promo;

7) Non cortesia con il tuo staff…di indifferenti e saccenti ce ne sono troppi…tu non essere così…si partecipe, giusto e d’esempio!;

8) Mancanza di continui feedback al tuo personale, mancanza di spinta all’azione e ascolto!;

9) Mancanza di essere un punto di riferimento della tua azienda anche fuori dal negozio!

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Sì fuori dal negozio il marketing della tua azienda! Parla, promuovi, conosci….le persone verranno da te per la persona che sei e per ciò che rappresenti…….FIDUCIA!Il lavoro dello store manager è molto duro, orari pazzeschi e tante cose da fare per stipendi che si aggirano intorno alle 30.000/40.000 euro l’anno lorde con contratti da 1 livello/quadro. Nella tua attività a contatto con il cliente ti ritroverai a dover lavorare e decidere con responsabilità in condizioni di elevato stress! A volte la mancanza di azione e le troppe ore ti fanno commettere uno dei più grandi sbagli: uscire dalle produttività con le ore. A quel punto sei fregato! Il conto economico tra le voci del costo del personale vivono un’agonia atroce!!!!! Ma tu sei un manager responsabile! Può capitare di non essere sempre lucido nelle azioni da fare e soprattutto essere poco elogiato da chi ti sta vicino….ricordati…vai avanti!

La passione nasce quando vivi  e respiri la tua attività, ne conosci ogni angolo, respiro, sensazione. Alcune volte tendiamo a lasciar via le cose da fare, a farle di fretta soprattutto per le eccessive produttività a cui sei sottoposto ….ore ore ore….a dover gestire la parte commerciale, amministrativa e logistica del negozio!
Capita di essere a corto di ore di personale, nessuno in trasferta da altri negozi (magari acrichi di ore e con basso fatturato) è venuto a darti una mano e ti ritrovi solo nel tuo negozio con due addette alle vendite in una giornata di altissimo fatturato!. Una delle due è lenta e tu: “gli farò fare seconda cassa e le farò commissionare la merce…lei è molto brava e veloce!!!!”. Poi ti accorgi che la clientela è sempre di più e la tua bravissima addetta alla vendita in prima cassa è velocissima…niente fila! Ma ecco che l’addetta alla vendita già in cassa chiama la seconda cassa per eccesso di eprsone!!!!!!! Ecco che la tua seconda addetta si precipita in cassa. E ora? Il negozio è rimasto a te….tra mettere a posto la merce, riodinare i promozionali e ti accorgi che viene chiamata la terza cassa..NOOOOO!…troppa gente…e in meno che non si dica mentre ti avvii alla terza cassa con la gente che sbuffa in fila….PATOS…è arrivato il camion nel parcheggio fuori dal tuo negozio a scaricare la merce! E ora? O ti sdoppi o scegli cosa fare!!!!!!!!!!!!

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Quindi l’ultimo insegnamento è coordinare con organizzazione il tuo store…non sarà sempre facile! L’organizzazione delle operazioni logistiche, commerciali, amministrative e del tuo personale richiedono passione, tempestività, controlli periodici (es. l’inventario!!) oltre che efficienza!
Quindi torniamo alla situazione di prima…se ti trovi in una situazione del genere il cliente ha sempre ragione…quindi ti troverai il camionista allo scarico merci leggermente scontento perché ha aspettato…qualche minuto di troppo! 🙂

Consiglio: tutto può capitare….cerca di affrontare le situazioni di stress con determinazione e problem solving! Organizzare è facile, gestire è arte!

Alla prossima ciao!