I due termini molto frequentemente vengono confusi anche da manager e imprenditori…in quanto è raro trovare aziende agroalimentari che pianificano, programmano e gestiscono budget vendita, budget di acquisti, budget produzione, piani marketing e di vendita e tutto ciò che rientra in un controllo di gestione aziendale.
Rappresentano entrambi la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto di un prodotto in questo caso agroalimentare o un servizio; ma, mentre in assoluto sono uguali, il loro valore cambia quando espressi in termini percentuali, in quanto il margine ha come base di calcolo il prezzo di vendita mentre il ricarico o mark-up ha come base di calcolo il costo di acquisto.
Margine, cos’è e come si calcola
Il margine è il guadagno (differenza tra prezzo e costo) rapportato al prezzo di vendita: applicando la giusta formula è possibile conoscere quale sia la percentuale di utile su un determinato prezzo.
Il margine è usato soprattutto da chi ragiona cercando di rispondere alla domanda: “Quanto devo guadagnare per ogni euro di prodotto agroalimentare venduto per generare un adeguato profitto?”
Vediamo un esempio:
MARGINE = [(PREZZO – COSTO) / PREZZO] * 100
MARGINE = [(€100,00 – €80,00) / €100,00] * 100 = 20%
In sostanza, per ogni 100 euro di fatturato, il mio guadagno è di 20 euro; il margine mi dice il profitto che genero vendendo i miei prodotti agroalimentari a quel prezzo.
Ricarico, cos’è e come si calcola
Il ricarico o mark-up è il guadagno (differenza tra prezzo e costo) rapportato sul costo di acquisto. Serve ad individuare la maggiorazione sul costo di acquisto dei prodotti agroalimentari.
Il ricarico è usato soprattutto da chi ragiona cercando di rispondere alla domanda: “A quanto devo vendere i miei prodotti agroalimentari per generare un profitto adeguato?”
Vediamo un esempio:
RICARICO = [(PREZZO – COSTO) / COSTO] * 100
RICARICO = [(€100,00 – €80,00) / €80] * 100 = 25%
In sostanza, per ogni 100 euro di acquisti, incasserò 25 euro; il ricarico mi dice di quanto aumento il costo di acquisto dei prodotti.
Margine e ricarico, a cosa servono?
Molte aziende agroalimentari con cui mi sono dovuto confrontare sono spesso concentrate a ricaricare il loro prodotto agroalimentare (olio extravergine di oliva, vino, etc) il più possibile e il più delle volte casualmente senza un vero e proprio calcolo analitico di gestione aziendale. Ti parlo di casualità perchè spesso le aziende hanno debiti perchè i loro margini non assorbono i loro costi e per molti è una sorpresa dopo molto tempo.
È normale cercare di creare una differenza sempre più alta tra costo di acquisto e prezzo di vendita, tuttavia è importante capire che spesso è possibile guadagnare di più con un prodotto agroalimentare che, pur avendo un prezzo di acquisto più alto ed un ricarico più basso, genera una marginalità più elevata. Lo sbaglio che vedo fare frequentemente, a parte non avere un controllo di gestione, è fare prezzi a caso sulla media della concorrenza e poi stranamente perdere clienti o pur di tenerli fargli prezzi a caso che portano solo debiti perchè non assorbono i costi.
Esempio:
Dato un prezzo di vendita di una bottiglia di vino di €15 ed un costo di produzione di €8, la differenza risultante è pari a €7.
Applicando le formule del ricarico e del margine sopra specificate abbiamo:
- ricarico percentuale = [(15-7)/ 15] * 100 = 53,33%
- margine percentuale = [(15-7)/7] * 100 = 114,28%
Dato un prezzo di vendita di una bottiglia di vino a €12 ed un costo di produzione di €5, la differenza risultante è pari a €7.
Applicando le formule del ricarico e del margine sopra specificate abbiamo:
- ricarico percentuale = [(12-5)/12] * 100 = 58,33%
- margine percentuale = [(12-5)/5] * 100 = 140%
Come vedete in questo esempio, a parità di differenza tra prezzo e costo, il prodotto che è costato meno lo posso vendere ad un prezzo più basso, marginando di più.
Nella mia filosofia di gestione aziendale adotto un terzo principio: vendere ad alti prezzi con un costo di produzione basso lavorando molto sul brand e quindi su un marketing psicografico. Ricordati che il vero guadagno lo fai quando compri.
È importante quindi per l’imprenditore agroalimentare riflettere sulla marginalità, acquistando ai prezzi di mercato più convenienti, e soprattutto conoscere il punto di pareggio o break even point, costi fissi e variabili e prezzo di vendita. Naturalmente l’analisi dei prezzi e costi deve essere rapportata a medie ponderate che possano garantirti un esatto calcolo senza nessuna sorpresa. Ogni mio cliente in ogni momento sa quanto guadagna e quanto sono i costi e le strategie periodiche. Qualora fossi curioso di calcolare il break even point e aumentare le tue marginalità in azienda, ti rimando ad un corso gratuito su you tube di quasi un’ora al seguente video