7 PASSI PER CONQUISTARE NUOVI CLIENTI

CLIENTI_1500x1000

Partiamo dal presupposto che se stai leggendo questo articolo molto probabilmente non riesci probabilmente o difficilmente a creare nuovi clienti, attese infinite al telefono e talmente tante sportellate in faccia che psicologicamente ti hanno portato a trovare scuse per la tua inefficienza.

Ti senti offeso? Non credi che quando ti ritroverai al bar a bere del buon whisky senza un lavoro e ti piangerai addosso (un classico dei falliti) non ti servirà tutto questo orgoglio?

Se non ti senti offeso continua a leggere, altrimenti chiudiamola qua. Non sono mai stato un sentimentale sui piagnoni. Tutti gli imprenditori hanno bisogno di padroneggiare la capacità di conquistare nuovi clienti. Quanto più riesci a introdurre nuovi clienti nella vostra attività, indipendentemente dal suo settore e dimensioni, determinerà il livello di successo e la longevità che si rischia di avere.

Vi darò sette consigli base che vi permetteranno di rialzare la testa e avere un set di azioni:

  1. Conosci il tuo cliente

Se hai una chiara comprensione di chi è il tuo cliente (e non lo è), allora puoi indirizzare impegnato, i potenziali clienti interessati e migliorare la tua capacità di conquistare nuovi clienti.

Comprendere l’età, la posizione geografica, il livello di istruzione e il titolo professionale della tua base di clienti ti permette anche di parlare nella lingua appropriata che risuona e colpisce l’accordo giusto. Questo è noto come la creazione di un avatar e vi darà informazioni su dove il cliente si comporta, online o offline.

CLICCA  E ACCEDI ALLA MIA PAGINA FAN      index

Vi incoraggio a trascorrere un pò di tempo per pensare a chi è il vostro cliente target più probabile; che aspetto ha e quali problemi possiede che hanno bisogno di essere risolti? Essere il più dettagliato possibile in modo da poter chiaramente immaginare chi probabilmente comprare da voi.

Sai che in internet esistono dei “Tag Manager” che studiano il comportamento online del tuo cliente? Ormai è finita l’epoca di sparare nel mucchio e pensare che qualcuno risponda. I pivelli fanno così.

Hai mai sentito parlare del Customer Journey Mapping?

Una mappa del viaggio del cliente è la rappresentazione schematica del processo decisionale d’acquisto sotto forma di un’infografica, sviluppata in stretta collaborazione con le diverse figure dell’azienda, come i creatori di contenuti, gli UX designer e i responsabili marketing o delle attività di pubbliche relazioni. Il Customer Journey Mapping presenta quindi l’esperienza del cliente dal primo contatto con l’azienda, attraverso tutti i punti di contatto più rilevanti, fino alla conversione desiderata. L’interesse principale risiede nell’individuare la motivazione del cliente e le sue emozioni durante l’interazione. Le domande da porsi sono:

  • Cosa si aspetta un potenziale cliente?
  • Perché interagisce con l’azienda?
  • Come trova l’interazione?

L’obiettivo è quello di creare un quadro della situazione attuale in stretta cooperazione con tutti i dipartimenti convolti e, su questa base, sviluppare un piano che mostri come si possa creare una concreta mappatura del viaggio del cliente. L’infografica funge pertanto da esempio e può essere utilizzata nel processo di ottimizzazione.

La mappa del viaggio del cliente è un importante strumento di marketing che si può utilizzare in diversi ambiti aziendali: grazie ad essa, infatti, i manager possono farsi un’idea di come i clienti si muovano nel sales funnel (espressione che indica una sorta di “imbuto delle vendite”) e identificano eventuali possibilità per migliorare la user experience; i copywriter possono comprendere il percorso e le aspettative dei clienti e fornire a questi ultimi contenuti informativi e adeguati;  gli UX designer possono invece comprendere come gli utenti interagiscano con il sito e con i canali messi a loro disposizione e quali requisiti essi debbano soddisfare; infine il Customer Journey Mapping può essere d’aiuto al dipartimento marketing per avviare azioni pubblicitarie mirate. Il compito principale di questo processo d’analisi è pertanto quello di mettere il cliente al centro del pensiero aziendale su tutti i livelli.

LEGGI L’ARTICOLO “CLIENTI IN FUGA, NO GRAZIE DIPENDE DA TE”

L’importante è:

  1. Definire il target ovvero il cliente ideale;
  2. Definire lo use-case o casi studio tipici;
  3. Definire i touchpoint o i punti di contatto con cui il cliente entra in contatto;
  4. Identificare gli attori che risponderanno all’interno della vostra azienda al target interessato;
  5. Valutare l’esperienza del cliente tramite dei tool come dei feedback o indicatori (KPI) che possano dimostrare il grado di cultura del tuo cliente ijn merito ad un argomento, prodotto o servizio;
  6. Visualizzare graficamente il viaggio del cliente tramite una traccia del suo spostamento nel vostro sito, blog, etc. Questo ti permetterà di capire, analizzare e migliorare il viaggio del tuo cliente e aumentarne l’efficacia e la comprensione.
  1. Incentivare i clienti esistenti

I migliori ambasciatori per la tua attività sono i clienti esistenti. Hanno già comprato da voi, e non c’è più timbro di approvazione rispetto a quando le persone mettono i loro soldi dietro le loro opinioni.

Incentivare i clienti esistenti – attraverso sconti sui prodotti in cambio di referral, per esempio – funziona così bene perché quei clienti possono dire ai loro amici, che si fidano del loro gusto, di te. Questo porta a conversioni più rapide e più elevate di potenziali clienti ai clienti paganti.

Il più grande problema è la poca assistenza e attenzione nei confronti del cliente, il quale viene cercato solo e unicamente nella stragrande maggioranza dei casi quando si ha bisogno di lui ad esempio per richiedere un pagamento (nelle assicurazioni funziona così per esempio?). Non sarai mica te questo tipo di mostro? La stessa persona che poi si lamenta su facebook con post del tipo “nessuno mi capisce”….e il famoso detto “non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te”!

  1. Rete

Anche nell’era digitale, una rete efficace rimane uno dei modi più potenti per portare nuovi clienti e far crescere il tuo business.

Il networking nella tua nicchia è potente non solo perché ti permette di capire i cambiamenti nel tuo settore, ma ti mette anche in contatto con persone che servono la stessa base di clienti in una forma o nell’altra. Quindi, si può facilmente ottenere introdotto a nuovi gruppi di clienti, mentre lo sviluppo di una migliore comprensione di esattamente ciò che è che stanno cercando.

Sai creare una tua rete? Quanti nominativi hai sul cellulare, facebbok, linkedin, instagram? Quanti di questi sono tuoi clienti? Se la risposta è sotto il 5%, vuol dire che usi i social solo per appagare il senso di importanza, egocentrismo e frustrazione e non per creare business…..Il selfie non paga le bollette!

Hai un gruppo chiuso di clienti in face book? Sai che puoi fidelizzarli con contenuti settimanali di loro interesse oppure preferisci pubblicare la tua foto al mare facendo vedere che è “tanta roba?”

  1. Esplora diversi canali di vendita

I canali di vendita sono una miriade e scegliere quello più idoneo è importante. Troppe aziende non riescono a sfruttare le opportunità ad esempio online soprattutto perché non sono capaci e la classica frase è “troppo difficile, non fa per me, non ho tempo”. Alcuni vendono prodotti e non sanno come esportarli ad esempio in cina, america, russia sia fisicamente che multimedialmente. Alcuni vendono prodotti e non sanno come fare una trattativa negoziale in varie piattaforme come ad esempio negozi. La classica domanda è: qual’è il canale di vendita che ti porta più risultato in termine di guadagni effettivi? Di sicuro se in questo momento non stai guadagnando abbastanza può essere che non sai vendere in quel canale di vendita oppure non è il canale adatto per te. E’ come dire che vai a rimorchiare una ragazza in una sala di latino americano che è il tuo target, non sai ballare, bevi la birra e poi alla fine dici: “qui è un casino rimorchiare?”. Non credi devi prima imparare a ballare per conquistare una ragazza? Lo stesso è nel business, altrimenti perdi!

  1. Garantire relazioni pubbliche di alta qualità

La giusta strategia di pubbliche relazioni (PR) può essere come polvere di stelle per il tuo business, portando i nuovi clienti direttamente a casa tua.

Identificare le pubbliche relazioni giuste è di fondamentale importanza, perché ti permettono di creare l’ambiente giusto per progredire nella tua attività. E’ come dire che vuoi fare esperienza come meccanico e frequenti tutto il giorno dei tappezzieri. Che senso ha frequentare persone di settori diversi?

Devi frequentare persone del tuo settore di appartenenza e scambiare idee, crescere con loro e migliorare. Ci sono persone che frequentano persone che non gli piacciono pur di non rimanere sole. Non mi dire che sei questa persona!

  1. Garantisci un livello di prezzo

All’interno del vostro mercato di destinazione, ci saranno diversi tipi di clienti che sono abituati a spendere cifre di denaro diverse in relazione allo stesso prodotto. Se ti sei posizionato in un mercato molto probabilmente venderai il tuo prodotto/servizio a quel prezzo e il tuo cliente sarà disposto a pagarlo volentieri. Alcuni siccome non riescono a vendere sono all’inseguimento dello sconto, che dequalifica il vostro prodotto/servizio pur di vendere. E’ come dire che per avere una relazione ti accontenti di tutto pur di non rimanere a bocca asciutta! Se applichi sconti continui sei una persona a sconto e quindi comprabile senza un prezzo e un valore definito.

  1. Pubblicità a pagamento o quasi

Oltre alla tradizionale pubblicità televisiva, radiofonica e stampa, ci sono anche opzioni online come il pay-per-click e il social media marketing.

La pubblicità a pagamento può garantire nuovi clienti alla tua attività, ma ha un costo. Quindi, dovresti sempre iniziare identificando il tuo obiettivo da qualsiasi campagna pubblicitaria a pagamento. È per vendere un prodotto subito? Aggiungere un prospect alla lista di posta elettronica? Fai in modo che le persone interagiscano con il tuo sito web o con i tuoi contenuti?

Una volta identificato l’obiettivo, è più facile allocare un budget e creare aspettative realistiche per le campagne. Potreste anche fare pubblicità a costo quasi zero tramite dei contenuti accattivanti sul vostro sito/blog, una buona dose di email tracciate/catturate in cambio di tool o contenuti extra che interessino il vostro consumatore e tanta santa pazienza telefonica su ogni richiesta! Ma fai almeno una cosa di tutto questo? Se la risposta è no, non lamentarti se non hai clienti!

Qualunque sia la dimensione della vostra attività, state certi che le aziende che ammiri hanno utilizzato almeno alcune delle tattiche di cui sopra. Essi possono certamente aiutare anche voi.

Concludendo avere clienti è un arte e soprattutto paganti! Conosco troppi professionisti, imprenditori e manager che parlano solo di problemi e di colpe altrui per mascherare la loro inefficienza nel vendere e soprattutto a monte nel fare marketing. Ancora si spera che le persone ti chiamino perché risultiamo indispensabili. I clienti al giorno d’oggi sono molto informati e non cadono nella trappola di coloro che per spuntare 2 euro gli raccontano la filastrocca! Se guadagni poco, vali poco. E’ la legge di mercato. Se non stai facendo niente per aumentare il tuo guadagno, molto probabilmente ti stai accontentando del tuo fallimento e trovi scuse per colmare le tue insoddisfazioni puntando il dito ovunque. Indovina di chi è la colpa? Good luck my friend.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!


tre_frecce_rosse_animate

 

Cliccando su INVIA si autorizza il consenso alla privacy:

Ho letto l’infomativa alla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell´art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. I tuoi dati sono al sicuro e sono trattati in piena conformità alla Legge sulla Privacy n.196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. Potrai cancellarti in qualsiasi momento con un semplice click.

Annunci

CAMBIARE VITA IN TRE PASSI

cambiare-vita

La motivazione è un fatto culturale e una sfida con se stessi, gli altri e con l’ambiente. La motivazione è la benzina. Se voi avete una ferrari e non avete la benzina, va avanti? Meglio una cinquecento con benzina. Quindi la motivazione è fondamentale nella nostra vita. E’ uno degli elementi imprescindibili per crescere. La motivazione è come la forza, non è mai uguale per nessuno. C’è la motivazione debole, forte, fortissima, straordinaria e eccezionale. Chi ha la motivazione eccezionale è molto probabile che vincerà molto più facilmente rispetto ad altri perché incrementerà tutte le proprie capacità di apprendimento, cognitive e non sarà mai soddisfatto. Cercherà sempre un miglioramento. Io non ho mai fatto parte di quelle persone che avevano il figlio più bravo di tutti e non studiava. Io ho sempre creduto che lo studio, l’applicazione, la voglia di migliorarsi fossero elementi imprescindibili. Io nel mio lavoro non voglio chi non lavora e chi non tende a migliorarsi. Per avere successo vi ho già detto alcune cose e ne aggiungo altre. Intanto bisogna avere un grande sogno. Il sogno costa poco e allora perché sognare in piccolo? Avere questo grande sogno è importante. Non credi? La capacità di realizzare un sogno rende a vita interessante. Grazie a Dio e grazie al lavoro sono diventato grande di età senza accorgermene perché sono sempre così impegnato e sempre alla ricerca di un miglioramento. Mi sembra sempre di dover imparare. Non sono mai sazio di apprendere. Il nuovo mi eccita. Se io vado in bicicletta da corsa e faccio una discesa ripida, giro la bicicletta e la faccio in salita. Sono sbagliato? Tutti ti dicono cosa fare e cosa è bene per te, non vogliono che trovi le tue risposte, vogliono che tu creda alle loro. Io voglio che tu smetta di prendere informazioni dall’esterno e inizi a trovarle dentro te stesso.

LEGGI L’ARTICOLO “LE 10 STRATEGIE PER NON RIMANDARE”

Ti chiedo di fare insieme a me questo semplice esercizio dove andremo a vedere 3 aree, passi per prendere in mano la tua vita. Prendi un foglio, disegna un cerchio e dividilo in tre spicchi esatti. Uno sarà lo spicchio dell’amore, uno del lavoro e uno della salute fisica e mentale nell’ultimo anno. Dai una valutazione ad ognuna di queste tre aree rispetto ai vostri ultimi 12 mesi. Rifletti agli ultimi 12 mesi appena passati per ognuna di queste aree che voto dare. Per esempio nella mia carriera, nel mio business, nella mia attività di lavoro negli ultimi 12 mesi quanta soddisfazione, quanta gratificazione, che valutazione potrei dare dell’ultimo anno. Ad esempio per quello che ho dato, ottenuto, prodotto ho una soddisfazione pari al 80% e disegnate questa fetta sullo spicchio riempiendola con un colore. Magari avete ottenuto meno di quanto vi aspettavate, magari però avete investito molto nella ricerca, sviluppo e formazione, avete imparato nuovi strumenti e metodi e non avete ancora monetizzato quello che avete imparato, ma avete investito tantissimo in competenze nuove e quindi siete soddisfatti. Oppure l’opposto: siete stati fermi dal punto di vista delle competenze per un anno e non avete letto nemmeno un libro, ma magari avete avuto due aumenti di stipendio per cui siete soddisfatti. Decidete voi quale è l’indicatore che vi aiuta a decidere quale è la soddisfazione, la percentuale, il grado da 0 a 100 di soddisfazione in percentuale negli ultimi 12 mesi. Lo stesso lo facciamo per l’amore. Pensate al tempo che avete speso e investito in questo ambito. I momenti di intimità, le vacanze, il tempo con il vostro partner, alle relazioni. Valutate in base al tempo, all’intensità o alle esperienze fatte e datevi da 0 a 100 in percentuale il voto di soddisfazione personale nel settore dell’amore e colorate questo spicchio. La stessa cosa fate per il benessere fisico e mentale e datevi una valutazione percentuale da 0 a 100. Questa ruota vi aiuterà a capire dove vi trovate in questo momento della vostra vita. Magari qualcuno avrà scoperto una grande omogeneità nelle tre aree della propria vita, magari qualcuno avrà scoperto di avere un’area particolarmente forte e altre in sofferenza, o una particolarmente in sofferenza. Sulla valutazione di un anno questo può importare relativamente e non è così grave perché magari nell’ultimo anno vi siete soffermati a risolvere una problematica importante o a raggiungere risultati importanti che magari vi hanno spostato il focus solo su un’area. La cosa grave è se su gli ultimi cinque anni ci fossero delle aree in sofferenza. Per questo ti invito ad andare a fare lo stesso esercizio con la ruota della vostra vita per il lavoro, amore e salute degli ultimi cinque anni e datevi un voto percentuale da 0 a 100 per ogni area. Pensate agli ultimi cinque anni e fate la stessa valutazione e a questo punto potrebbe esserci più preoccupazione perché stiamo abbandonando delle aree in sofferenze e magari anche per più di cinque anni. Questo ci porta a disagio, sofferenza, ansia, stress. Non esiste un successo così grande in un’area che possa sostenere tutti gli altri. Esempio non c’è vincita o guadagno economico così grande da far tollerare una mancanza di amore, di affetti o di salute. Se una o più delle tre aree è in pericolo, bassa e con poche soddisfazioni porta a un grave disagio e la combinazione delle tre può salvare il vostro stato di vita. Io non so dove vi trovate in questo momento della tua vita. Se magari avete toccato il fondo e state cercando delle strategie per rialzarvi, o magari siete semplicemente confusi e non sapete come capire quale è la cosa giusta da fare e avete lasciato che fosse la vita a decidere per voi, e state cercando qualcosa o qualcuno che vi aiuti a far luce e chiarezza nei vostri obiettivi. O magari siete al top dei vostri successi, state celebrando la vostra vita e volete delle strategie e suggerimenti per ottenere ancora di più, per magari ottenere risultati importanti che avete raggiunto fino a adesso ma con meno dispendio di energia, magari con più semplicità e spontaneità. Perché ognuno di noi ha già il potenziale per migliorare, cambiare e produrre i risultati che desidera. Perché ognuno di noi è già capace di produrre quel benessere economico che tanto desidera, può costruire quella relazione d’amore ricca di complicità, intensità, attenzioni e attrazione fisica dopo tanti anni o quella salute fisica, mentale e vitale.

CLICCA QUI SOTTO E ACCEDI ALLA MIA PAGINA FAN – TI ASPETTO CON UN MERITATO MI PIACE

static1.squarespace.com

Ci sono delle leggi in natura che funzionano, semplicemente perché sono regolate su principi infallibili come la legge della gravità. Se cadete da un palazzo, precipitate sia che siate brave o cattive persone. Se spostate un tavolo si sposterà, come una penna. Ci sono delle leggi della fisica infallibili e precise così come gli scienziati fisici hanno studiato. Così come gli scienziati comportamentali hanno studiato il benessere economico, il benessere relazionale tra due persone e la capacità di produrre energia, salute e vitalità. Insomma se volete le strategie ci sono e dovete essere disposti ad ascoltarle, provarle, giudicarle da voi, ma soprattutto ad applicarle per poter provare concretamente nella vostra vita i risultati che possono portare. Business Vincente è il programma che vi porterà a raggiungere il controllo e governare le tre leve più importanti della vostra vita tra business, amore e salute e quando queste aree sono in ordine vi sentirete meglio. Non importa se in questo momento non hai il lavoro che sognavi, o non hai la persona per poter condividere il percorso di vita con amore, passione e intimità. O se magari fisicamente non sei ancora nella forma con la quale vorresti essere. La cosa veramente importante è che tu lo voglia, che tu abbia la grande volontà di voler cambiare, migliorare e imparare affinchè queste tre aree possano essere come tu le desideri. Perché solo volendo puoi prendere il controllo di ciò che è più importante nella tua vita. Se lo vorrete vi guiderò passo dopo passo, mano nella mano a capire concretamente cosa fare, come farlo per migliorare le vostre tre aree della vita. Che tu possa vivere la migliore vita che tu sogni!

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!


tre_frecce_rosse_animate

Cliccando su INVIA si autorizza il consenso alla privacy:

Ho letto l’infomativa alla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell´art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. I tuoi dati sono al sicuro e sono trattati in piena conformità alla Legge sulla Privacy n.196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. Potrai cancellarti in qualsiasi momento con un semplice click.

LA DOMANDA PER IL SUCCESSO

cialda-in-ostia-bob-laggiustatutto-cartoni-per-torta-dischi-commestibile.jpgLa parte più difficile di una vendita si svolge ancor prima che le vostre scarpe tirate a lucido tocchino i marciapiedi. La sfida maggiore è uscire di casa e affrontare la gente. Lo sconosciuto senza volto che devo incontrare per la prima volta in vita mia. Allora subentra l’autosuggestione, il principio per cui un venditore si riempe di fiducia nel prodotto o servizio offerto e nella propria capacità di venderlo. Di a te stesso che puoi farcela! Dichiarare una fiducia incrollabile nel proprio valore è come gonfiare un canotto robusto che serve a restare a galla in un enorme oceano di scarti e rifiuti. Purtroppo la scienza sociale ci fornisce risposte diverse e meno univoche. Noi essere umani parliamo a noi stessi senza sosta, tanto che è possibile individuare diverse categorie di discorsi. Alcuni sono positivi: “sono forte”, “ho la situazione in pugno”, “sarò il venditore migliore al mondo”. Altri, per alcuni la maggioranza, sono negativi: “sono troppo debole per arrivare in fondo”, “non sono mai stato bravo nei numeri”, “non riuscirò mai a vendere”. Ma che i discorsi fatti a noi stessi volti a esaltarci o sminuirci, sono sempre frasi assertive. Affermano ciò che è o che sarà.

 CLICCA QUI SOTTO E ACCEDI ALLA MIA PAGINA FAN – TI ASPETTO CON UN MERITATO MI PIACE

static1.squarespace.com

Il personaggio che dovrebbe esservi di esempio, invece, adotta un atteggiamento diverso. Si chiama Bob Aggiustatutto e, se negli ultimi quindici anni non avete frequentato bambini in età pascolare, lasciate che vi dia dei rapidi ragguagli: Bob è il protagonista di una serie televisiva animata, che dirige un’impresa edile e indossa una salopette e un casco protettivo. Il programma, nato nel 1999 in Inghilterra, è oggi trasmesso in quarantacinque Paesi, per la gioia dei più piccini. Bob si trova sempre in situazioni complicate che lo obbligano a ricorrere alle sue doti da venditore o a meccanismi di vendita-non-vendita. Come tutti noi, Bob parla tra sé, ma non rivolge a se stesso frasi assertive o positive. Al contrario, per stimolare se stesso e la squadra chiede: “Possiamo aggiustarlo?”. Gli ammiratori di Robbins, McKenna, Hill proveranno un brivido e uno stritolamento alle budella all’insinuarsi di questo dubbio – mettere in discussione le nostre capacità? – nella roccaforte della nostra mente.  Ma se proprio ve la devo dire tutta Bob ha ragione. Proprio così: parlare a se stessi in modo positivo di solito è più efficace che ripetersi discorsi negativi, ma il modo in assoluto più efficace di dialogare con se stessi non si limita a cambiare registro emotivo, cambia categoria linguistica, passando da un’affermazione ad una domanda.

LEGGI L’ARTICOLO “VENDITORE DI SERIE A”

L’efficacia del dialogo interiore interrogativo è la base per risolvere qualsiasi problema che ti si pone avanti. Porsi la domanda “Lo farò?” può far raggiungere risultati migliori della classica frase “ce la posso fare”. I motivi sono due. Primo, la forma interrogativa, per sua natura, sollecita una risposta, e tra le risposte vi sono le strategie per portare a termine l’attività. Immaginate, ad esempio, di prepararvi a una riunione importante in cui dovete lanciare un’idea e trovare dei sostenitori. Potreste dire a voi stessi: “Sono il migliore, sarà un gioco da ragazzi”, e questo potrebbe fornirvi una carica emotiva di breve durata. Se invece vi chiederete: “Riuscirò a vendere la mia idea?” è dimostrato che vi procurerete un sostegno più profondo e duraturo. Potreste rispondervi: “ Si, riuscirò a venderla benissimo. Ci sono riuscito decine di volte”. Oppure potreste ricordarvi quanto vi siete preparati a questo momento: “Certo che posso farcela. Conosco perfettamente il materiale e ho ottimi esempi da presentare, in grado di convincere anche i più scettici”. Potete anche fornire a voi stessi consigli tattici specifici: “All’ultima riunione di questo tipo, ho parlato troppo in fretta, quindi stavolta andrò piano. A volte in queste situazioni tendo a farmi prendere dal panico quando arrivano le domande, stavolta mi ricorderò di fare un bel respiro prima di rispondere”. Le semplici affermazioni vi fanno stare bene e questo è u  aiuto, certo, ma non vi incitano a cercare le risorse e le strategie necessarie per portare effettivamente a termine l’attività. La seconda ragione è legata alla prima. Il dialogo interiore interrogativo può far riflettere su ragioni autonome o intrinsecamente motivate di perseguire un obiettivo. Le persone hanno maggiori probabilità di agire, e di riuscere, quando le motivazioni sono interne piuttosto che dettate da pressioni esterne. Il dialogo interiore assertivo rischia di trascurare le motivazioni personali. Il dialogo interiore interrogativo, invece, induce il soggetto a ricordare il perché di ciò che sta dicendo e gli rammenta le motivazioni che gli vengono da dentro. A queste motivazioni vanno visualizzate le azioni che vi permetteranno di centrare l’obiettivo. Azioni specifiche che vanno eseguite andano a toglire ogni problema che si pone tra voi e l’obiettivo. A volte per mancanza di decisione e dubbi non riusciamo a raggiungere un traguardo, fieri delle nostre credenze limitanti e per paura di provare un dolore. Preferiamo rifugiarci nelle nostre sicurezze e motivarci con frasi del tipo: “ce la puoi fare comunque”. Il realtà le friustrazioni e le insoddisfazioni si alimentano fino a un punto in qui rischi di scoppiare e raccogliere i cocci. Ora facciamo il punto della situazione. Prima che il danno sia irreparabile cambiate direzione e dirigetevi verso una soddisfazione, un successo, un traguardo. Solo attraverso una domanda e non un’affermazione potete farcela. Cosa vorreste ottenere in questo momento della vostra vita? Questo qualcosa che ostacoli vi pone davanti? Come potete risolvere questi ostacoli e raggiungere questo traguardo?. Per trovare la forza di fare un’azione , la prima componente dell’ottimismo è il dialogo interiore interrogativo. Pensate di farcela?. Be’, dovrete chiederlo a voi stessi.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

Cliccando su INVIA si autorizza il consenso alla privacy: Ho letto l’infomativa alla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell´art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. I tuoi dati sono al sicuro e sono trattati in piena conformità alla Legge sulla Privacy n.196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. Potrai cancellarti in qualsiasi momento con un semplice click.

 

 

AZIONI PER IL SUCCESSO

suit-869380_1920

Ti sei mai chiesto come mai alcune persone hanno ottenuto successo nella vita e altre invece no? Le persone hanno bene o male tutte buone propositi, voglia di emergere, di un riscatto sociale, ma dopo un pò si perdono nei meandri dell’apatia, del rimandare al domani e vivere sempre con una scusa. E poi li senti che si lamentano del perché non cambiano le cose, del perché quello è più fortunato di loro e di tutto ciò che può consolarli del perchè non ce l’hanno fatta. Il vivere dietro la paura di cambiare e di non volere inseguire i propri sogni è indice di una persona con bassi standard, che si rifugia in ambienti che gli arrecano sicurezza e che è pronto a lamentarsi per un niente.

Se considero la rapidità con cui sono riuscito a trasformare i miei sogni nel mio modo di vivere attuale, non posso fare a meno di provare un sentimento di enorme gratitudine e meraviglia. Eppure non sono il solo ad averlo fatto. Viviamo in un’epoca in cui molti sono in grado di realizzare imprese meravigliose quasi dal giorno alla notte, di toccare vertici di successo un tempo inimmaginabili. Prendete per esempio Steve Jobs. Era un ragazzo in blue jeans e senza un soldo in tasca, gli è venuta l’idea di costruire un home computer e ha creato un’azienda di enorme successo più rapidamente di chiunque altro nella storia. Guardate Ted Turner: ha creato un impero partendo da un mezzo di comunicazione praticamente inesistente, la televisione via cavo. Oppure personaggi dell’industria dello spettacolo come Steven Spielberg o Bruce Springsteen, o uomini d’affari come Lee lacocca o Ross Perot. Che cos’hanno costoro in comune, al di là di uno stupefacente, prodigioso successo? La risposta, come è ovvio, è: POTERE.

Potere è una parola gravida di emozioni. Per alcuni ha una connotazione negativa, c’è chi brama mentre altri se ne sentono contaminati come se si trattasse di qualcosa di corrotto e sospetto. E per voi cos’è esattamente il potere? Io non intendo il potere come conquista o come qualcosa da imporre per forza al prossimo: questo è un tipo di potere che raramente dura a lungo.

D’altro canto, bisogna arrendersi all’evidenza: il potere in questo mondo è una costante. O voi realizzate le vostre idee o qualcun altro lo farà al vostro posto. Fate quel che volete fare, oppure dovrete adeguarvi ai programmi che altri elaborano per voi.

A mio giudizio, il vero potere consiste nella capacità di ottenere i risultati che si vogliono, a pari tempo valorizzando gli altri. Il potere e la capacità di cambiare la propria vita, di concretizzare le proprie intuizioni, di fare in modo che le cose operino a vostro beneficio, non a vostro svantaggio. Il vero potere è condiviso, non imposto. Consiste nella capacità di definire i bisogni umani e nel soddisfarli, sia i propri che quelli delle persone care; consiste nella capacità di governare la propria sfera personale, i propri processi mentali, il proprio comportamento, allo scopo di ottenere esattamente i risultati desiderati.

 CLICCA QUI SOTTO E ACCEDI ALLA MIA PAGINA FAN – TI ASPETTO CON UN MERITATO MI PIACE

static1.squarespace.com

L’AZIONE, ecco il minimo comun denominatore di ogni grande successo; l’azione è ciò che produce risultati. Il sapere è potere potenziale finche non capita nelle mani di qualcuno che sa agire con efficacia. In fin dei conti, il termine “potere” significa, alla lettera, “facoltà di agire”.

Spesso si ritiene che le persone abbiano successo grazie a qualche dote particolare; ma è un grave errore. Un più attento esame ci rivela che la dote massima di cui dispongono gli individui di successo consiste nella loro capacità di decidersi all’azione; e si tratta di una “dote” che ciascuno di noi può sviluppare in se stesso. In fin dei conti, altri possedevano le stesse nozioni di Steve Jobs; altri, e non solo Ted Turner, avrebbero potuto immaginare che la televisione via cavo aveva un enorme potenziale economico. Ma Turner e Jobs sono stati capaci di agire e, facendolo, hanno cambiato il modo con cui molti di noi sperimentano il mondo. Quel che facciamo nel corso dell’esistenza è determinato dal nostro modo di comunicare. Nel mondo moderno, la qualità della vita è tutt’uno con la qualità delle comunicazioni. Da quel che pensiamo e diciamo di noi stessi, dal nostro modo di muoverci e di servirci della nostra muscolatura corporea e facciale, dipenderà fino a che punto saremo in grado di servirci di quel che sappiamo.

Tutti noi produciamo due forme di comunicazione che plasmano le nostre esperienze esistenziali. In primo luogo ci dedichiamo a comunicazioni interne, e sono le cose che immaginiamo, diciamo e sentiamo nel nostro intimo. In secondo luogo sperimentiamo comunicazioni esterne: parole, tonalità, espressioni facciali, portamenti corporei, azioni fisiche che servono a comunicare con il mondo. Ogni comunicazione è un’azione, una causa che produce effetti. E ha qualche conseguenza per noi e per gli altri.

LEGGI L’ARTICOLO “LE 10 STRATEGIE PER NON RIMANDARE”

Comunicazione è potere. Prendiamo l’esempio di Barbara Black, preside della facoltà di giurisprudenza della Columbia University, che si era messa in testa appunto di diventare, un giorno, preside di facoltà.

Giovane donna, si è inserita in un campo prevalentemente maschile e si è laureata a pieni voti alla Columbia. Poi ha deciso di accantonare l’obiettivo carriera e si è fatta una famiglia. Nove anni dopo era nuovamente pronta a perseguire il suo scopo iniziale e si è iscritta a Yale a un corso di specializzazione, sviluppando quelle capacità di insegnare, compiere ricerche e scrivere che le hanno permesso di accedere “alla mansione cui aveva sempre aspirato”, e oggi è la preside di una delle più prestigiose facoltà di giurisprudenza degli Stati Uniti. È venuta meno alle consuetudini e ha dimostrato che il successo si poteva ottenere contemporaneamente a più livelli.Barbara Black ha fatto propria la Formula Fondamentale del Successo? Evidentemente si. Sapendo quel che voleva, ha compiuto un tentativo e ha continuato a cambiare quando si accorgeva che non funzionava, finché non ha trovato il giusto equilibrio fra l’obiettivo famiglia e quello della carriera. Oltre a essere alla testa di un’importante facoltà universitaria Barbara Black è anche madre e donna di casa.

Le persone che credono nel fallimento quasi sempre hanno in serbo una esistenza mediocre. Il fallimento è qualcosa che non viene percepito da coloro che attingono alla grandezza. Costoro non attribuiscono emozioni negative a ciò che non funziona.

Prendiamo ad esempio Sylvester Stallone. Non è nato ricco, non è nato con una bella voce, era scartato a tutti i provini per la recitazione, non è nato con un bel fisico…ma ha sempre avuto una cosa in più degli altri: la DETERMINAZIONE,  e grazie a questa è riuscito a realizzare i suoi sogni. Stallone voleva con tutto se stesso diventare un attore famoso, proprio per questo, per realizzare il suo sogno si trasferisce in California. Studiava recitazione, faceva qualche apparizione in film scadenti ed era squattrinato. Faticava ad arrivare a fine giornata, non riusciva a pagarsi l’affitto. Dovette vendere tutto quello che aveva per continuare a realizzare il suo sogno, a malincuore dovette persino cedere il suo cane Birillo perchè non riusciva a sfamarlo. Era veramente mal messo! Nonostante questo continuava a presentarsi a tutti i casting alla ricerca della sua occasione. Ma ogni volta la risposta era sempre la stessa: “NO, non sei adatto alla parte”. Nonostante questo non si dava per vinto. Scrisse il copione di Rocky per tre giorni e tre notti dopo aver assistito al combattimento di Mohammed Ali  contro Chuck Wepner. I produttori Bob Chartoff e Irwin Winkler quando lessero il copione che Stallone aveva scritto furono esaltati dalla storia al punto di offrirgli 25mila dollari. Una cifra altissima e molto allettante per uno squattrinato come Stallone. La trattativa stava procedendo ma si dovette interrompere quando Stallone si propose come attore protagonista. I due produttori non volevano assolutamente Stallone come attore protagonista, perchè non lo ritenevano all’altezza, non era in grado di recitare, non aveva una bella voce e il suo aspetto non era dei migliori. Stallone su questo punto non cedette: “o Rocky sono io e non se ne fa nulla.”

movies-rocky-balboa-actors-sylvester-stallone-rocky-italian-stallion-1200x1920

Passarono giorni di trattative e i produttori alzarono la cifra. Proposero a Stallone persino 360mila dollari per il copione a patto che il protagonista non fosse lui. Stallone non mollò, e al suo ennesimo NO i produttori dovettero cedere. Gli offrirono i 25mila dollari e il suo ruolo da protagonista. Stallone sapeva ciò che voleva e sapeva che il film sarebbe stato il suo trampolino di lancio.

Mi sia permesso di riferirvi un altro esempio. E la biografia sintetica di un uomo che:

a 31 anni è fallito come uomo d’affari;

a 32 anni è stato bocciato a un’elezione;

a 34, altro fallimento;

a 35, gli è morta la donna amata;

a 36, ha avuto un crollo psichico;

a 38, ha perduto un’altra elezione;

a 43, non è riuscito a farsi eleggere al Congresso;

a 46, ci ha riprovato ed è stato bocciato un’altra volta;

a 48, stessa esperienza;

a 55, non è riuscito a farsi eleggere senatore;

a 56, ha perduto la corsa per la vicepresidenza;

a 58, non ha avuto un seggio senatoriale a 60, è stato eletto presidente degli Stati Uniti.

1384885243500-cached

Il nome del personaggio è Abraham Lincoln. Sarebbe potuto diventare presidente se avesse considerato i suoi fallimenti elettorali? Assai improbabile. C’è anche un celebre episodio di Thomas Edison. Dopo che per 9999 volte aveva tentato di perfezionare la lampadina elettrica senza riuscirci, qualcuno gli ha chiesto: “Hai forse intenzione di andare incontro a 10.000 fallimenti?” La risposta di Edison è stata:

“Io non fallisco, semplicemente ho scoperto un altro modo di non inventare la lampadina elettrica.” Edison in realtà aveva scoperto che considerando in modo diverso le azioni si ottiene un risultato differente. I nostri dubbi sono traditori, e ci fanno perdere il bene che potremmo ottenere perché abbiamo paura di tentare. Vincitori, leader, capi d’azienda – persone dotate di potere personale – comprendono tutti che, se si tenta qualcosa e non si perviene all’esito desiderato, si tratta di una semplice retroazione, nel senso che l’informazione così ottenuta viene utilizzata per elaborare più precise definizioni di ciò che è necessario fare per ottenere i risultati desiderati.

A volte impariamo dai nostri errori, altre volte da quelli altrui.

Soffermatevi un istante a riflettere sui cinque maggiori presunti fallimenti che vi sono toccati in vita. Che cosa avete appreso da quelle esperienze? Non escludo che siano alcune delle più valide lezioni che vi siano mai toccate.

Fuller si serve di una metafora, quella del timone di una nave: quando questo si sposta da una parte o dall’altra, la nave mostra la tendenza a continuare il movimento rotatorio al di là delle intenzioni del timoniere, il quale deve correggerlo, riportando il battello verso la direzione originaria, in un processo senza fine di azione e reazione, aggiustamento e correzione. Cercate di raffigurarvelo: un timoniere sul mare calmo, che tranquillamente guida il suo battello verso la destinazione, facendo fronte a migliaia di inevitabili deviazioni della rotta. È una bella immagine ed è uno splendido modello da imitare per chi voglia una vita coronata dal successo. Ma la maggior parte di noi non la pensa allo stesso modo. Ogni errore tende a caricarsi di valenze emozionali. È un fallimento. Ha riflessi negativi su di noi.

Un risultato si può ottenere soltanto intraprendendo nuove azioni. Nuove azioni ti portano come per magia a un successo. Fai della tua vita un grande dono.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

tre_frecce_rosse_animate

Cliccando su INVIA si autorizza il consenso alla privacy:

Cliccando su INVIA si autorizza il consenso alla privacy: Ho letto l’infomativa alla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell´art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. I tuoi dati sono al sicuro e sono trattati in piena conformità alla Legge sulla Privacy n.196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. Potrai cancellarti in qualsiasi momento con un semplice click.

QUANDO CALA IL "DESIDERIO"

LA PROPENSIONE ALL’ACQUISTO DEL CLIENTE È UN SENTIMENTO INSTABILE E FRAGILE, CHE SI SPEGNE PER UN NONNULLA. E IL PIÙ DELLE VOLTE LA CAUSA È L’ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO DEL VENDITORE!

La prima regola con cui un venditore deve prendere confidenza è che non possiamo ordinare al cliente di agire.
Il venditore deve rimuovere gli ostacoli che impediscono al cliente di seguirlo, ostacoli che, molto spesso, dipendono dalla mancata conoscenza di quello che il cliente immagina, sente o prova. Insomma, quali sono i suoi sogni più grandi?
La soddisfazione del cliente è un risultato complicato da raggiungere, grazie a una visione nuova della realtà e delle abitudini. Oggi la scelta delle strategie aziendali è determinata dalla evoluzione del pensiero rivolto al consumo e ai bisogni, soprattutto a causa della pressione concorrenziale, che modifica le politiche di differenziazione dell’offerta. Essere fedeli all’immagine di un prodotto o di un servizio soddisfa il cliente e lo predispone a tenere il comportamento più giusto verso l’acquisto.
Parliamo di “comportamento” del cliente… ma il venditore? Troppo spesso sentiamo usare il termine “atteggiamento” riferendosi al venditore (“selling attitude” in inglese), ma il più delle volte è una parola cui non è data sostanza. Perché il giusto atteggiamento di vendita si basa sulla creazione di tre elementi:
• responsabilità;
• fiducia;
• ascolto.
Come arrivarci?

LEGGI L’ARTICOLO “HAI DECISO CARO CLIENTE?”

Se il cliente ha paura…
Inizialmente ogni cliente vuole conferme, non cambiamenti. Capita che le cose che gli accadono non gli piacciano e che la paura di ciò che non conosce lo renda inerme. La paura di vivere l’imprevedibilità è più forte della paura di continuare a convivere con i propri problemi. La paura del fallimento è così elevata che molti clienti identificano nelle loro azioni, seppur sbagliate, un’àncora di mezza salvezza. Di solito i clienti duri con se stessi sono in proporzione estremamente fragili al loro interno, e il loro atteggiamento è riduttivo e privo di un’azione sana ed ecologica!
Perciò saranno soddisfatti solo quando vedranno nelle aziende o nel venditore il “mito dell’eroe”, dell’impavido professionista pronto a superare assieme a loro ogni difficoltà, soprattutto in momenti di stress e incertezza.
Ma come si fa a presentarsi ai clienti come “involucri” ottimisti se siamo appesantiti da un bagaglio interiore fatto di pressioni, insuccessi, storie comuni non facilmente dimenticabili?
L’atteggiamento del venditore è qualcosa di più duraturo, che non sempre rispecchia i nostri stati d’animo.

… o manca di entusiasmo
Il cliente oggi ha un comportamento nei confronti dell’acquisto poco equilibrato e poco coerente. Di solito perché non possiede i mezzi sufficienti per decidere l’acquisto, e dunque alimenta dentro di sè la mancanza di fiducia e procrastina la scelta. Poco entusiasmo, mio caro cliente!
Se manca la fiducia è perché manca la conoscenza. Il cliente ha un grado di soddisfazione più elevato quando conosce ciò di cui parla, poiché alimenterà il suo credo; invece oggi difficilmente sa adottare misure correttive in tempi giusti, soprattutto a causa del fatto che i venditori che si accingono a vendergli un prodotto mancano spesso delle capacità relazionali necessarie, di competenza, di autostima. E la vendita diventa confusionaria.
Perciò al venditore è richiesto di mantenere uno stato fisico e mentale al passo con i tempi, invece di trascurare un obiettivo e mascherarlo inutilmente davanti ai media o ai social network. Il venditore deve costruire senza sosta la sua immagine, con orgoglio profondo, proteggendo egoisticamente la giusta “selling attitude” verso chi lo guarda e lo ascolta.

Se il cliente non conosce, non compra!
Negli ultimi anni il calo del desiderio di acquistare è diventato problema di tutti. Il cliente ricerca disperatamente prodotti ad alto valore emozionale che contrastino la sfiducia che si respira nell’aria. E quando la situazione si fa ancora più confusa, e gli stili di vita e i comportamenti al consumo si segmentano, il cliente diventa un’ombra che rende la vendita difficoltosa. Dove muovere il prossimo passo?
La tendenza comune predilige l’individualità di azioni di vendita inutili, che non si danno come obiettivo quello di “riportare alla luce” il cliente. La scarsa conoscenza delle variabili che intervengono nella creazione di un prodotto rende sterili e superficiali le buone capacità dei venditori. Non si va oltre i dubbi del cliente, limitando il suo processo d’acquisto a un semplice “no, grazie, ci penso!”.
La domanda del cliente ha molto di apparenza e contraddizione. Poche sono le volte in cui si creano dei contesti dedicati e occasioni al consumo; invece si cerca di condizionare l’acquisto e di aumentare la percezione del valore con la promozione, facendo leva sullo stato emozionale e sull’attesa del cliente.
Cresce, poi, l’attenzione al prodotto di qualità e differenziato rispetto al prodotto di massa, anche se il bilancio familiare ne risente… a insaputa del cliente, chiaro, che paga un prezzo ad ampio margine commerciale se confrontato con le reali caratteristiche e con le sue esigenze. Le politiche delle aziende utilizzano princìpi legati al valore, all’autostima e allo status sociale, princìpi che esaltano i benefici e nascondono le caratteristiche reali, causando così l’ignoranza del cliente. In passato se andavi a comprare un televisore, sceglievi tra pochi modelli; oggi decine di televisori, tutti simili, proiettano la stessa immagine sfidando chiunque a discernere le loro differenze tecniche. Il cliente si basa su sensazioni e poco più, e non sviluppa il giusto approccio verso l’acquisto. Ecco la scarsa cultura della vendita: il cliente è abbandonato alla ricerca di una verità che spesso non scopre. Ha un “caos” al consumo appagato solo da acquisti d’impulso, i cosiddetti “calma umori”.

static1.squarespace.com

Tutto questo per dire? Che difficilmente un cliente oggi viene davvero capito.Difficilmente viene ascoltato. Difficilmente diventa fedele. Difficilmente sta per: con grandi difficoltà.
Capire il suo desiderio richiede tempestività di esecuzione e una cura quasi maniacale del suo pensiero, un’ispirazione da accarezzare, capire e rendere fedele al cambiamento.
Altrimenti il finale non sarà felice, perché le conseguenze di un atteggiamento sbagliato del venditore sono catastrofiche: il cliente ignorato, ingannato, stanco diventerà schivo e rigido di fronte a qualsiasi nuova proposta. E il suo “desiderio” di acquisto calerà precipitosamente, “solo” perché noi venditori non abbiamo avuto l’atteggiamento giusto.

Sarò ben lieto di darti dei consigli sulla tua attività. Scrivimi!!!

tre_frecce_rosse_animate

Cliccando su INVIA si autorizza il consenso alla privacy:

Cliccando su INVIA si autorizza il consenso alla privacy: Ho letto l’infomativa alla privacy e acconsento al trattamento dei dati personali ai sensi dell´art. 13 D. lgs. 30 giugno 2003, n. 196 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. I tuoi dati sono al sicuro e sono trattati in piena conformità alla Legge sulla Privacy n.196/2003 e all’art. 13 del Regolamento UE 2016/679. Potrai cancellarti in qualsiasi momento con un semplice click.